Già il fatto che io sia qui a scriverne presuppone che il tema, mi è caro!
Il che fa anche presupporre che le volte in cui mi sono ritrovata davanti a questo bivio, non sono state solo un paio.
La domanda è semplice: quando sei uno che fa sport, un runner, uno che “domani vado a correre (!), ma stasera esco con gli amici”, le opzioni che ti si presentano davanti sono due. Alcol stasera, o corsa domani?
Caso 1
Corsa domani alias salutismo&noia
In alcuni casi, vi sorprenderò, ha vinto la parte salutista! Sono riuscita a farmi intere serate con una sola birra in mano che fingevo di sorseggiare (per poi offrire al primo amico nella zona) pur di non dovermi sentir dire: “Mamma che noia mortale che sei, ma smettila di rompere con ‘sta corsa e bevi che non ti si regge da sobria”. Gli amici!
Io dopo un due o tre “mezzore” iniziavo a desiderare fortemente di andare a casa, solo che non sapevo come defilarmi senza sentire “commenti aggiuntivi”, e nella maggior parte dei casi mi attaccavo a un muro, una colonna, una qualche struttura verticale cercando di dare il meno possibile nell’occhio… Degli amici(che) che quando iniziavano la fase alcolica del “tutto è bello, tutto fa ridere, tutti sono troppo simpatici e il mondo è meraviglioso”, vedendo la mia faccia serena non accettavano che io non fossi euforica come loro (carini loro, ci tengono) e non paghi di un semplice sorriso, pretendevano le risate a crepapelle, che quando sei sobria in mezzo a tutti sbronzi… Ti sfido a tirarle fuori!
Caso 2
Alcol stasera alias sbronza&ilrisoabbonda
Altre volte ha decisamente vinto la birra! Qui non c’era bisogno di incentivarmi né alle risate né alle chiacchiere (parentesi: spesso mi chiedo cosa io abbia sempre da dire a qualunque essere umano, di ogni genere e sesso mi passi nelle vicinanze, e per fortuna la mia memoria mi tutela e il giorno dopo non lo ricordo mai!).
A tratti mi veniva in mente: “Ma no, io domani devo correre”, ma la serata si concludeva con gli amici prima divertiti, e poi preoccupati nella parte finale della notte dal momento che: “Non ti reggi in piedi, vieni qua che ti tengo io!”.
Nel primo caso ottenevo “un’ottima” performance il giorno dopo, con mio sommo piacere, ma mi ritrovavo a passare una serata da dimenticare.
Nel secondo caso, grande serata! Ma la sveglia non veniva neppure contemplata e il suddetto giorno dopo deambulavo per casa cercando qualche capro espiatorio a qui attribuire la colpa del mio ennesimo tremendo hangover. Certo la serata magari l’avevo dimenticata lo stesso, ma non per gli stessi motivi del caso 1?!
Possibile che la scelta sia così costrittiva? E poi, il caso…
Un giorno qualunque di un inizio estate.
Andando a comprare delle nuove scarpe da running il commesso (che in questi negozi non è mai un semplice commesso, ma quantomeno un maratoneta) mi chiede quanti chilometri faccio a settimana.
Io orgogliosa rispondo: “Sto passando dai 30km ai 40”.
E lui: “Ah ok, allora stai iniziando a CORRICCHIARE”.
Chi era con me scoppia a ridere, io ferita nel mio orgoglio decido che le scarpe me le compro online (tié) e che devo ASSOLUTAMENTE passare a fare sempre 40km a settimana. Almeno!
Il giorno della “svolta”.
Quella settimana inizio con grinta. Fatti i 30 km infra-settimanali, ho per forza bisogno del weekend per fare gli altri 10, solo che il week end vado in un campeggio in Toscana con amici(che) e si parla di aperitivi sulla spiaggia, cene, post cene e pure discoteche!
Serve dire che la parte salutista è stata subito allertata con un messaggio: “Ma che ci sei venuta a fare qui?”.
La serata si conclude con me che non solo scelgo la via dell’alcol, ma mi perdo all’interno di quell’infinito campeggio, arrivo a destinazione solo perché recuperata da un’anima pia e, siccome, inizio a far presente che “non sto benissimo”, vengo anche obbligata ad ingerire una qualche pastiglia che mi viene data. (Non so ancora adesso cosa fosse, ma so che in un momento di lucidità ne ho sputato via una parte visto che far annegare un farmaco dentro litri di birra non mi sembrava una grande soluzione… ).
Tutto questo accadeva alle 4 di notte.
Il giorno dopo “la svolta”.
Sveglia ore 8.
Poi fa troppo caldo. Poi c’è troppa gente. Poi devo stare con tutti gli altri amici non posso andare a correre.
La sveglia urla.
Prima reazione: ma giuro, ma neanche morta. Ma stai scherzando? Non vado!
Seconda reazione (la sveglia squilla ogni dieci minuti visto che io non ho le forze di disattivarla): comunque uno sforzo potresti anche farlo, alla fine ti sei allenata tutta la settimana, e poi c’è il sole e il lungomare…
Terza reazione: tu hai presente oggi che giornata del cavolo passi se non vai a correre dopo una sbronza simile? Tu lo sai che ti sentirai gonfia come un pallone aerostatico? Ti ricordi che sei piena di luppolo? E devi pure andare al mare!
(Secondo me, la mia parte salutista, doveva fare l’avvocato!).
Mi convinco. Mi alzo. Mi vesto nonostante la testa mi esploda e picchietti con insistenza da qualche parte, ma sono decisa.
Ce la posso fare.
E? Vado! Faccio i miei 10 km e pure la figura della ganza con le amiche (della pazza con gli amici) che mi vedono ancora sudata al mio rientro (ovviamente nel frattempo mi ero di nuovo persa nel campeggio!). Fatto sta che ci sono riuscita.
E qui arriviamo al punto di partenza.
Come riuscire a correre dopo una sbronza?
Come far sì che il vostro corpo trovi le forze seppur in pieno hangover?
Come affrontare il primo pensiero che accompagnerà il suono della sveglia: “ma come cazzo ti può anche solo lontanamente venire in mente?”. E soprattutto perché?
Ecco i miei 6 punti per tentare l’impresa.
1. Trovate il vostro punto debole
Tutti ne abbiamo uno (due, tre o mille). La forza in realtà c’è sempre, solo serve riuscire a fare leva sui punti più deboli che abbiamo, senza pietà! Dovete convicervi, come se dal risultato finale dipendesse… Sta a voi stabilire cosa?!
2. Consideratela una sfida
Quasi certo che almeno una volta nel corso della serata precedente, nel famoso momento “tutto è bello, tutto fa ridere, tutti sono troppo simpatici e il mondo è meraviglioso” avrete detto che voi sareste andati a correre il giorno dopo, come da piani! Ecco. Almeno la prossima volta vi ricorderete di tacere!
3. Pensate al DOPO
Qualunque cosa si debba fare quel giorno, con un hangover addosso il risultato sarà comunque condannato. Con la corsa si riesce quantomeno a liberarsene per la metà degli effetti (troppo non si può chiedere se la sera prima si bevono litri di alcol?!).
4. Combattete la “depressione post-sbronza” prima che questa vi sorprenda
Può capitare e capita che dopo grandi sbronze, ci siano tristi giornate a seguire… La corsa riesce a porre rimedio a questo aspetto grazie alle note e benamate endorfine.
5. Espellete (che se poi tocca riprendere…)
Serve espellere lo schifo della sera prima, gettare via le tossine dell’alcol e delle (mille) sigarette annesse per chi fuma. Solo così facendo, siete poi nuovamente “come nuovi” e pronti a ricominciare. (Se avete il fisico!).
6. Sgonfiatevi (prima che sia troppo tardi)
L’alcol prima disidrata, ma poi gonfia. Sudarlo via è indubbiamente uno dei mezzi migliori per evitare questo “simpatico” effetto post sbronza. E soprattutto per evitare che l’hangover vi rovini non solo la giornata a seguire, ma anche quella successiva (ma qui dipende anche dall’età, i ventenni non corrono questo rischio!).
E comunque la realtà è che lo sapete voi, e lo so io… “Alcol e fumo mi fanno male. Ma io li perdono lo stesso” (cit.).
ahahah… 🙂 ma chi ha detto “Alcol e fumo mi fanno male. Ma io li perdono lo stesso”?
comunque sottoscrivo, andare a correre dopo nottataccia aiuta a recuperare. ciao!
Ahahaha… A dire il vero la fonte ufficiale non la conosco, ma la battuta mi aveva fatto un sacco ridere!
Ciao a te!;)
Mi ci ritrovo in pieno! Grande
Bene! ahahaha
Confermo tutto, perché fatto diverse volte: la corsa di domenica mattina dopo un sabato in sbornia colossale. Non solo fa bene, benissimo, ma oso dire che superato l’ostacolo iniziale è anche appagante !
E qui hai TUTTA la mia stima!!! TUTTA!
Io fatico di nuovo da morire, e non lo faccio tutte le volte, eppure dovrei! E invece di essere appagata, quando non riesco, mi rattristo.
Alla prossima bevuta, mi sfido! 😉