Fringe In Travel

Blog di viaggi, trekking e outdoor

  • HOME
  • ABOUT
  • VIDEO
  • COLLABORIAMO?
  • CONTATTI
  • Trekking con me?
  • VIAGGI
    • ITALIA
      • ABRUZZO
      • CALABRIA
      • CAMPANIA
      • FRIULI VENEZIA GIULIA
      • EMILIA ROMAGNA
      • LOMBARDIA
      • LIGURIA
      • MARCHE
      • PIEMONTE
      • PUGLIA
      • TOSCANA
      • SARDEGNA
      • SICILIA
      • TRENTINO ALTO ADIGE
      • UMBRIA
      • VALLE D’AOSTA
      • VENETO
    • EUROPA
      • ALBANIA
      • AUSTRIA
      • BALCANI
      • BOSNIA-ERZIGOVINA
      • DANIMARCA
      • FRANCIA
      • GERMANIA
      • GRECIA
      • ISLANDA
      • LAPPONIA/FINLANDIA
      • MALTA
      • NORVEGIA
      • OLANDA/PAESI BASSI
      • POLONIA
      • PORTOGALLO
      • ROMANIA
      • SCOZIA
      • SERBIA
      • SLOVENIA
      • SPAGNA
      • SVEZIA
      • TURCHIA
      • UNGHERIA
    • MONDO
      • ASIA
        • CAMBOGIA
        • CINA
        • INDIA
        • MALDIVE
        • MYANMAR (BIRMANIA)
        • MONGOLIA
        • NEPAL
        • VIETNAM
      • ASIA CENTRALE
        • KIRGHIZISTAN
        • UZBEKISTAN
      • AFRICA
        • ETIOPIA
        • MADAGASCAR
        • NAMIBIA
        • SENEGAL
      • AUSTRALIA
      • AMERICA
        • CANADA
        • ANTILLE
        • NEW YORK
      • AMERICA LATINA
        • BOLIVIA
        • CUBA
        • CILE
      • EURO-ASIA
        • ARMENIA
        • GEORGIA
        • TURCHIA
      • MEDIO ORIENTE
        • EMIRATI ARABI
        • GIORDANIA
        • IRAN
        • ISRAELE
        • OMAN
        • PALESTINA
    • FRINGESTYLE
      • RUNNING
      • 1 MILANESE IN ROMAGNA
  • TREKKING ITALIA
  • TREKKING MONDO
  • OUTDOOR
  • DOVE DORMIRE?
Ti trovi qui: Home / FOCUS / Giro del Monviso: guida con esperienza in tenda (2 o 4 giorni)

Giro del Monviso: guida con esperienza in tenda (2 o 4 giorni)

19 Febbraio 2026 by Simona Scacheri Lascia un commento

Diciamocelo chiaramente: quando si parla di trekking ad anello nelle Alpi, il Giro del Monviso è quella cosa che hai nella lista da anni e che continui a rimandare perché “quest’anno no, quest’anno faccio altro”. E poi un giorno ti svegli, carichi lo zaino e lo fai. E capisci.

Capisci perché questo anello attorno al Monviso – il Re di Pietra, la montagna simbolo del Piemonte che si staglia a 3.841 metri – è considerato uno dei trekking più belli e spettacolari d’Europa.

Non è solo una passeggiata lunga tre o quattro giorni con dei bei panorami. È un’esperienza. Un viaggio che ti porta da un versante all’altro del massiccio, dall’Italia alla Francia e ritorno, attraverso paesaggi che cambiano ogni giorno e che ti lasciano senza parole.

Il Giro del Monviso classico si fa in 3 giorni o in 4 giorni, ma esiste anche una versione condensata in 2 giorni per chi ha gambe d’acciaio. Pronti?

Vuoi venire a fare trekking con noi?

Indice degli argomenti

  • Il Giro del Monviso: una storia lunga quasi due secoli
  • Dati tecnici
  • Dove si trova il Giro del Monviso?
  • Come arrivare al punto di partenza?
    • 1. Valle Po – Pian del Re / Pian Regina
    • 2. Valle Varaita – Castello di Pontechianale
    • 3. Valle del Guil (Francia)
  • Difficoltà del Giro del Monviso
  • Domande e consigli pratici
    • Quando andare?
    • Si può fare con i cani?
    • Cosa mettere nello zaino?
    • Meteo e sicurezza
  • Dove si dorme?
    • Rifugi principali sul percorso
  • Il Giro del Monviso: le tappe
    • Tappa 1: Pian Regina/Pian del Re – Réfuge du Viso
    • Tappa 2: Réfuge du Viso – Rifugio Vallanta
    • Tappa 3: Rifugio Vallanta – Rifugio Quintino Sella (o Rifugio Alpetto)
    • Tappa 4: Rifugio Quintino Sella (o Alpetto) – Pian Regina
  • Il mio Giro del Monviso in tenda in 2 giorni
    • Giorno 1: da Pian del Re al Vallone di Vallanta – 7 ore e 45 minuti
    • Giorno 2: dal Vallone di Vallanta al Pian del Re – 4 ore e 30 minuti
    • Perché l’ho fatto così veloce?
  • Il Giro del Monviso in tenda: cosa sapere
    • Cosa serve sapere?
    • I lati positivi
    • I lati negativi
  • Il Giro del Monviso: perché farlo

Il Giro del Monviso: una storia lunga quasi due secoli

Prima di mettersi lo zaino in spalla, vale la pena sapere che state per percorrere uno dei trek storici delle Alpi. Il primo Giro del Monviso documentato risale al 1° luglio 1839, quando il professor inglese D. Forbes e la sua guida locale partirono dalla Valle del Guil, in Francia, risalirono al Colle delle Traversette, passarono ad est del Monviso scendendo probabilmente a Pian del Re, attraversarono lo spartiacque al Passo di San Chiaffredo e discesero nel Vallone di Vallanta. Da lì risalirono al Passo di Vallanta per rientrare in giornata nella Valle del Guil.

Quindici anni dopo, nel settembre 1854, due altri inglesi – A.P. Whateley e H.T. Jenkinson – ripeterono il tragitto, ma stavolta in due giorni, pernottando nel Vallone di Vallanta. Una volta completato il giro, decisero di continuare verso la Val Pellice attraverso il Colle Seilliere.

Nel XX secolo il Giro del Monviso divenne una classica dell’escursionismo alpino, anche grazie all’apertura di rifugi lungo il percorso. Negli anni ’60 era già noto agli escursionisti italiani, ma furono i francesi a renderlo popolare a partire dagli anni ’70. Oggi rappresenta uno dei trekking di alta quota più conosciuti e frequentati d’Europa.

Se cerchi compagnia per i tuoi trekking nelle Dolomiti o nelle Alpi, vieni con noi!

Dati tecnici

DIFFICOLTÀ:E/EE (escursionistico con tratti per escursionisti esperti)
TEMPO:4 giorni (versione classica) o 3 giorni (versione veloce)
DISLIVELLO COMPLESSIVO:circa 2.600 metri
LUNGHEZZA:45 km (percorso classico)
PUNTO PARTENZA:Pian del Re o Pian Regina (Valle Po) oppure Castello (Valle Varaita)
QUOTA MINIMA:1.900 m (Grange Gheit, Vallone di Vallanta)
QUOTA MASSIMA:2.950 m (Colle delle Traversette)
PERIODO:da metà giugno a fine settembre

Dove si trova il Giro del Monviso?

Il Giro del Monviso si sviluppa nel Parco Naturale del Monviso, in Piemonte, a cavallo tra la Valle Po e la Valle Varaita, con una puntata in Francia nella Valle del Guil. Il massiccio del Monviso (3.841 m) è la montagna più alta delle Alpi Cozie e rappresenta il simbolo del Piemonte.

L’anello si sviluppa interamente in alta quota, attraversando ambienti alpini di rara bellezza: laghi glaciali color smeraldo, morene, praterie d’alta quota, cembrete secolari e pareti rocciose verticali. Il percorso tocca alcuni dei luoghi più iconici delle Alpi occidentali, dal Buco di Viso – la prima galleria alpina della storia, scavata a mano nel 1478 – ai laghi alpini dell’alta Valle Po.

Il Giro del Monviso è considerato uno dei trekking più scenografici delle Alpi, e non è difficile capire perché: in pochi giorni si ha la possibilità di ammirare il “Re di Pietra” da ogni angolazione, attraversando paesaggi che cambiano radicalmente di tappa in tappa.

Trekking di gruppo: unisciti a noi!

Come arrivare al punto di partenza?

Il Giro del Monviso è un percorso ad anello, quindi dove si inizia, si finisce. Grande comodità per il rientro. Esistono tre punti di partenza principali:

1. Valle Po – Pian del Re / Pian Regina

Come arrivare: risalire la SP26 fino a Crissolo, poi proseguire sulla SP234 fino a Pian del Re (2.020 m). In alternativa, fermarsi qualche km prima a Pian Regina (1.770 m), dove c’è un parcheggio gratuito più ampio.

In auto: parcheggio a pagamento a Pian del Re, oppure parcheggio gratuito a Pian Regina.

In autobus: linee Bus Company da Saluzzo a Paesana, e Consorzio Autonoleggiatori Cuneesi sulla linea Barge-Paesana-Crissolo. Nei mesi estivi è disponibile un servizio navetta da Crissolo a Pian del Re.

NB: informatevi bene per discorso parcheggio sul sito ufficiale e al centro informazioni. Le disposizioni amministrative in merito cambiano spesso.

2. Valle Varaita – Castello di Pontechianale

Come arrivare: percorrere la SP8 e la SP105 lungo la valle fino a raggiungere la frazione Castello di Pontechianale (1.608 m), inconfondibile per la presenza dell’omonima diga. Dal centro della borgata si imbocca il sentiero U09 – GTA che risale il Vallone di Vallanta.

In auto: parcheggio gratuito nel paese.

In autobus: linee Bus Company da Saluzzo.

3. Valle del Guil (Francia)

Come arrivare: dalla Francia, percorrere la D947 da Guillestre verso Ristolas, fino al parcheggio presso la località Roche Ecroulée. Da qui si imbocca il percorso che conduce al Réfuge du Viso.

In autobus: servizio navetta per L’Echalp (orari su www.queyras-montagne.com).

Difficoltà del Giro del Monviso

Diciamolo subito: il Giro del Monviso non è una passeggiata per principianti. È classificato come E/EE (escursionistico con tratti per escursionisti esperti), e questo significa che serve essere escursionisti allenati con esperienza di trekking in alta quota.

Non ci sono passaggi tecnici che richiedono attrezzatura da alpinismo (no corde, no piccozze, no ramponi in estate), ma il percorso presenta:

  • Dislivelli importanti: alcune tappe superano i 1.000 metri di dislivello.
  • Quota elevata: si cammina sempre sopra i 2.000 metri, con punte a quasi 3.000 metri.
  • Terreno vario: pietraie, morene, sentieri esposti, tratti su roccia.
  • Tratti esposti: il sentiero attraversa alcune zone dove il vuoto si fa sentire (sconsigliato a chi soffre di vertigini).
  • Canaloni con rischio caduta massi: brevi ma presenti, soprattutto nella zona del Colle delle Traversette.

Serve allenamento? Sì. Non basta camminare ogni tanto. Serve una buona preparazione fisica.

Si può fare da soli? Il percorso è ben segnalato, ma ci sono zone isolate, tratti esposti e il rischio di maltempo improvviso in quota. Meglio andare almeno in coppia o in gruppo.

Domande e consigli pratici

Quando andare?

Il periodo ideale per fare il Giro del Monviso va da metà giugno a fine settembre. Prima di giugno i passi in quota possono essere ancora innevati (in particolare il Colle delle Traversette), dopo settembre c’è il rischio di neve fresca e freddo intenso.

I mesi migliori: luglio, agosto e settembre. Agosto è il periodo più frequentato, luglio e settembre sono leggermente più tranquilli.

Si può fare con i cani?

In Italia sì, al guinzaglio o sotto il diretto controllo del padrone. In Francia no: il regolamento della Réserve Naturelle Nationale de Ristolas Mont-Viso vieta l’accesso ai cani, quindi i nostri amici a quattro zampe non possono oltrepassare il Passo delle Traversette, il Passo di Vallanta e il Colle Seilliere in direzione della Valle del Guil.

Cosa mettere nello zaino?

Attrezzatura essenziale: scarponi da trekking con buona suola, zaino 35-40 litri, abbigliamento a strati (temperatura molto variabile in quota), giacca impermeabile e antivento, pile o piumino leggero, guanti e berretto (sì, anche in estate), bastoncini da trekking (utili in salita e in discesa), occhiali da sole, crema solare ad alta protezione, cappello, borraccia (almeno 1,5 litri), torcia frontale, kit primo soccorso, sacco lenzuolo (obbligatorio nei rifugi), cambio di biancheria per ogni giorno.

Meteo e sicurezza

Controllare sempre le previsioni meteo prima di partire. In alta quota i temporali pomeridiani estivi sono frequenti, e le temperature possono scendere rapidamente. Mai sottovalutare il meteo in montagna.

Dove si dorme?

Sul Giro del Monviso si dorme in rifugi alpini. Prenotare con anticipo è fondamentale, soprattutto nei mesi di luglio e agosto. I rifugi hanno posti limitati e si riempiono velocemente.

Rifugi principali sul percorso

Rifugio Pian della Regina (1.770 m) – Tel. +39 0175 94907 / +39 333 314 2936 – 24 posti letto – Aperto sempre in estate, in inverno su richiesta

Rifugio Albergo Pian del Re (2.020 m) – Tel. +39 0175 94967 / +39 349 393 2559 – 30 posti letto – Aperto da inizio giugno a fine settembre

Rifugio Quintino Sella al Monviso (2.640 m) – Tel. +39 0175 94943 / +39 0121 40534 – 94 posti letto – Aperto da metà giugno a fine settembre – Locale invernale non gestito con 25 posti letto – Tariffe 2025: mezza pensione soci CAI € 89, non soci € 115 (+ € 1 tassa di soggiorno)

Rifugio Alpetto (2.268 m) – Tel. +39 340 513 0792 / +39 0175 576 113 – 24 posti letto – Aperto da inizio giugno a fine settembre – Locale invernale non gestito con 8 posti letto

Réfuge du Viso (2.460 m, Francia) – Tel. +33 04 92 46 81 81 – 65 posti letto – Aperto da metà giugno a metà settembre – Locale invernale non gestito con 17 posti letto – Tariffe indicative: mezza pensione circa € 55-60

Rifugio Vallanta (2.450 m) – Tel. +39 0175 956 025 / +39 328 603 0192 – 75 posti letto – Aperto da metà giugno a fine settembre – Locale invernale non gestito con 25 posti letto

Costo medio: la mezza pensione (cena + pernottamento + colazione) si aggira sui € 50-60 a notte per persona (soci CAI pagano meno). Considerare circa € 200-250 totali per i pernottamenti del Giro.

Il Giro del Monviso: le tappe

Il percorso classico si sviluppa in 4 tappe, partendo da Pian del Re o da Pian Regina nella Valle Po. Esiste anche una versione più veloce in 3 giorni, ma richiede gambe molto allenate e tappe lunghe fino a 8-10 ore di cammino.

Tappa 1: Pian Regina/Pian del Re – Réfuge du Viso

PARTENZA: Pian Regina (1.770 m) o Pian del Re (2.020 m)
ARRIVO: Réfuge du Viso (2.460 m)
DISLIVELLO: +1.200 m / -490 m (da Pian Regina) oppure +950 m / -490 m (da Pian del Re)
LUNGHEZZA: circa 12 km
TEMPO: 6 ore (da Pian Regina) / 5 ore (da Pian del Re)
SEGNAVIA: V16 – GTA

La prima tappa è anche la più scenografica. Si parte da Pian Regina o da Pian del Re – se arrivate in auto a Pian del Re potete iniziare direttamente da lì, risparmiando circa 1 ora di cammino.

Da Pian Regina si scende verso il Po, poi si risale verso il convento di Pian Regina e si prosegue lungo la vecchia mulattiera che porta a Pian Fiorenza. Da qui il sentiero prende quota verso il Pian del Re (2.020 m), dove vale la pena fare una sosta alle sorgenti del Po, che sgorgano ai piedi del Monviso.

Da Pian del Re inizia la salita vera. Il sentiero sale con tornanti sul versante sinistro della valle, attraversando un ambiente sempre più selvaggio e roccioso. Si supera il bivio per il Lago Superiore e il Rifugio Giacoletti, e si arriva al Pian Armoine (2.500 m). Da qui si prosegue con un traverso sotto le pareti del Monte Meidassa fino all’incrocio con il Sentiero del Postino (2.600 m).

Si sale ancora, attraversando una vasta pietraia spesso coperta da neve fino a tarda estate, fino a raggiungere una vecchia casermetta militare (2.820 m). Poco sopra si trova il bivio per il Buco di Viso (2.860 m), lo storico traforo scavato nel 1478 che permette di passare sotto il Colle delle Traversette. È percorribile con una torcia (obbligatoria!).

In alternativa, si può continuare in salita fino al Colle delle Traversette (2.950 m), il punto più alto di tutto il Giro. Da qui la vista sul Queyras francese è spettacolare. La discesa verso la Francia si sviluppa su pietraie e tornanti, attraversando una serie di balze rocciose fino ad arrivare al Réfuge du Viso (2.460 m), immerso in un anfiteatro di montagne.

Tappa 2: Réfuge du Viso – Rifugio Vallanta

PARTENZA: Réfuge du Viso (2.460 m)
ARRIVO: Rifugio Vallanta (2.450 m)
DISLIVELLO: +360 m / -370 m (senza deviazione Monte Losetta) oppure +640 m / -650 m (con Monte Losetta)
LUNGHEZZA: circa 8 km (senza deviazione) / 12 km (con deviazione)
TEMPO: 3 ore (senza deviazione) / 5 ore (con deviazione)
SEGNAVIA: GTA – U14A (U13 – U13A per il Monte Losetta)

Tappa breve ma intensa. Dal Réfuge du Viso si prosegue a mezza costa in leggera discesa, attraversando il torrente Guil e risalendo fino al Lago Lestiò (2.510 m), un bellissimo specchio d’acqua incastonato in una conca dominata dalla cresta di Punta Roma.

Si costeggia la sponda sud del lago e si sale al Passo di Vallanta (2.815 m), sul confine italo-francese. Dal passo si apre una vista magnifica sul versante ovest del Monviso.

Qui c’è un bivio: si può scendere direttamente al Rifugio Vallanta (1 ora), oppure fare una deviazione al Monte Losetta (3.052 m), un belvedere eccezionale sulla parete ovest del Monviso. La deviazione aggiunge circa 2 ore e 280 metri di dislivello, ma ne vale assolutamente la pena.

La discesa al Rifugio Vallanta (2.450 m) si sviluppa attraverso il Vallone di Vallanta, un ambiente verde e aperto che contrasta con le rocce verticali del Monviso. Il rifugio, dalla forma architettonica originale che richiama i profili delle montagne circostanti, è situato in una posizione meravigliosa, affacciato su un piccolo laghetto.

Tappa 3: Rifugio Vallanta – Rifugio Quintino Sella (o Rifugio Alpetto)

PARTENZA: Rifugio Vallanta (2.450 m)
ARRIVO: Rifugio Quintino Sella (2.640 m) o Rifugio Alpetto (2.268 m)
DISLIVELLO: +950 m / -750 m (Quintino Sella) oppure +870 m / -1.050 m (Alpetto)
LUNGHEZZA: circa 17 km
TEMPO: 6 ore e 30 min
SEGNAVIA: GTA – U09 – U10 – V30 – V13 (GTA – U09 – U10 – V07 – V06 per Alpetto)

Tappa lunga e impegnativa, ma bellissima. Dal Rifugio Vallanta si scende gradualmente su Pian Para (2.350 m), proseguendo sulla destra orografica del torrente fino al Gias d’Ajaut – Fontana della Salute (2.036 m). Si attraversa il torrente un paio di volte e si arriva al bivio per il Passo di San Chiaffredo, presso le Grange Gheit (1.900 m), il punto più basso di tutto il Giro.

Da qui inizia la salita verso il Passo di San Chiaffredo. Il sentiero attraversa prima un bosco di larici e pini cembri – siamo ai margini del magnifico Bosco de l’Alevé, la più grande cembreta dell’arco alpino –, poi si apre sul bellissimo Pian Meyer (2.126 m), dove il rio divaga formando suggestivi meandri.

Si prosegue risalendo il Vallone delle Giargiatte, passando per il Gias Fons (2.365 m) e una stretta rocciosa che immette sul valico. Il sentiero passa a breve distanza dal Bivacco Bertoglio (2.700 m) e supera tre laghi alpini: il Lago Bertin (2.700 m), un laghetto senza nome e il Lago Lungo (2.743 m), fino al Passo di San Chiaffredo (2.764 m).

Oltrepassato il valico, la mulattiera attraversa quasi in piano le pendici meridionali di Punta Trento e arriva al Passo Gallarino (2.727 m). Da qui inizia una discesa che attraversa l’altipiano sotto il versante Nord-Est del Monviso, caratterizzato da vaste pietraie e numerosi laghetti, tra cui il Lago delle Sagnette (2.567 m).

L’ultimo tratto in salita conduce al Rifugio Quintino Sella (2.640 m), situato tra il Lago Grande di Viso e il Lago di Costagrande, con una vista mozzafiato sul Monviso.

Alternativa: dal Passo Gallarino si può deviare verso il Rifugio Alpetto (2.268 m), raggiungibile in circa 1 ora. Il rifugio si trova in una posizione più bassa ma altrettanto suggestiva, accanto allo storico Bivacco dell’Alpetto, primo rifugio del CAI risalente al 1866.

Tappa 4: Rifugio Quintino Sella (o Alpetto) – Pian Regina

PARTENZA: Rifugio Quintino Sella (2.640 m) o Rifugio Alpetto (2.268 m)
ARRIVO: Pian Regina (1.770 m)
DISLIVELLO: +50 m / -900 m (da Quintino Sella) oppure +400 m / -900 m (da Alpetto)
LUNGHEZZA: circa 10 km
TEMPO: 3 ore e 30 min (da Quintino Sella) / 5 ore (da Alpetto)
SEGNAVIA: GTA – V06 – V24 – V13

Ultima tappa, ultima fatica. Se si parte dal Rifugio Alpetto, si risale prima al bivio delle sorgenti del Rio Alpetto (2.370 m), poi si prosegue verso il Lago della Pellegrina (2.550 m), raggiungendo il sentiero che arriva dal Passo Gallarino e che porta al Rifugio Quintino Sella (2.640 m).

Dal Quintino Sella si sale leggermente fino al Colle del Viso (2.650 m), tra il Monviso e il Viso Mozzo. La discesa si sviluppa tra grossi massi, costeggiando il Viso Mozzo e scendendo sulle pendici Nord-occidentali della Rocca Trunè. Il sentiero taglia alla base della morena settentrionale del Monviso, sovrastando il Lago Chiaretto (2.261 m), dal caratteristico colore azzurro lattiginoso dovuto ai sedimenti glaciali in sospensione.

Si attraversa un colletto e si scende fino allo splendido Lago Fiorenza (2.100 m), forse il più bello di tutti i laghi del Monviso, con le pareti del Re di Pietra che si specchiano nelle sue acque cristalline. Qui il sentiero costeggia il lago e, in corrispondenza dell’emissario, scende con tornanti verso il pianoro di Pian del Re (2.020 m).

Da Pian del Re si può rientrare a Pian Regina (1.770 m) seguendo la mulattiera dell’andata, chiudendo così l’anello attorno al Re di Pietra.

Il mio Giro del Monviso in tenda in 2 giorni

Quando ho deciso di fare il Giro del Monviso, sapevo già che non l’avrei fatto nella versione classica. Mi piaceva l’idea di viverlo come un’avventura sportiva, qualcosa di più intenso e veloce. Volevo vedere se riuscivo a completare l’anello in 2 giorni, portandomi dietro la tenda e dormendo dove mi pareva. E così ho fatto preciso: eravamo in due, non ero da sola.

Giorno 1: da Pian del Re al Vallone di Vallanta – 7 ore e 45 minuti

DIFFICOLTÀ:E con tratti EE
TEMPO:7 ore e 45 minuti (senza pause)
DISLIVELLO:+ 1776 m – 1486
DURATA:22 KM
Val di Tires, Alto Adige

Partenza dal Rifugio Pian del Re alle prime luci dell’alba. L’obiettivo del giorno era ambizioso: attraversare il Colle delle Traversette, scendere in Francia al Réfuge du Viso, risalire al Passo di Vallanta e arrivare fino al Rifugio Vallanta. In pratica, condensare le prime due tappe del percorso classico in una sola giornata.

La salita al Colle delle Traversette con lo zaino da trekking pesante si è fatta sentire, ma l’emozione di attraversare il Buco di Viso – quel traforo scavato a mano nel 1478 – vale ogni grammo di fatica. Uscire dal tunnel e vedere il panorama francese del Queyras che si apre davanti a te è uno di quei momenti che restano.

Al Réfuge du Viso ho fatto una sosta veloce, poi ho proseguito in salita verso il Passo di Vallanta (2.815 m). Da lì la discesa nel Vallone di Vallanta è stata più rilassante, con il paesaggio che cambiava completamente: meno roccioso, più verde, più aperto.

Ho passato il Rifugio Vallanta facendo merenda con polenta e ho continuato a scendere nel vallone fino a trovare un punto pianeggiante perfetto per montare la tenda.
7 ore e 45 minuti di cammino totali senza pause e con ritmo intenso.
Zaino a terra, tenda su, cena veloce e crollo nel sacco a pelo con la sensazione di aver fatto qualcosa di speciale.

Traccia GPS giorno 1: Wikiloc – Giro del Monviso in tenda (giorno 1 di 2)

Powered by Wikiloc

Giorno 2: dal Vallone di Vallanta al Pian del Re – 4 ore e 30 minuti

DIFFICOLTÀ:E con tratti EE
TEMPO:4 ore e 30 (senza pause)
DISLIVELLO:+ 590 m – 877 m
DURATA:14 KM

Sveglia all’alba, smontare la tenda con le dita gelate: era tutto ghiacciato e c’erano -5 gradi, ad agosto.
Colazione e via. L’obiettivo del secondo giorno: risalire dal Vallone di Vallanta al Passo di San Chiaffredo, attraversare l’altipiano dei laghi, salire al Rifugio Quintino Sella e chiudere l’anello scendendo verso il Pian del Re.

La salita alle Grange Gheit (1.900 m) e poi verso il Passo di San Chiaffredo è stata tosta. Non tanto per difficoltà tecniche, ma perché le gambe del giorno prima si facevano sentire. Però il Pian Meyer (2.126 m) con i suoi meandri e il Vallone delle Giargiatte hanno reso tutto più sopportabile.

Sono passata vicino al Bivacco Bertoglio (2.700 m) e ho attraversato i tre laghi alpini – Lago Bertin, il laghetto senza nome e Lago Lungo – prima di superare il Passo di San Chiaffredo (2.764 m). Da lì, il sentiero attraversa quasi in piano fino al Passo Gallarino e poi si apre sull’altipiano sotto il Monviso, con i suoi laghi color smeraldo e le pietraie infinite.

Arrivo al Rifugio Quintino Sella (2.640 m). Da lì, l’ultima fatica: salire al Colle del Viso (2.650 m) e scendere attraverso le morene fino al Lago Fiorenza (2.100 m). Ultima discesa verso il Pian del Re, e anello chiuso… e soddisfazione infinita per me!

4 ore e 30 minuti di cammino per il secondo giorno. Totale complessivo: 12 ore e 15 minuti di trekking puro in 2 giorni. Senza pause, con ritmo intenso e zaini pesante. Una splendida piccola avventura sportiva.

Traccia GPS giorno 2: Wikiloc – Giro del Monviso in tenda (giorno 2 di 2)

Powered by Wikiloc

Perché l’ho fatto così veloce?

Volevo vivere il Giro del Monviso come un’avventura sportiva, qualcosa che mi mettesse alla prova fisicamente e mentalmente. Volevo vedere se ero in grado di completarlo in 2 giorni invece che in 3. E soprattutto, volevo la libertà di decidere dove fermarmi, senza dipendere dalle prenotazioni dei rifugi.

Camminare con lo zaino pesante della tenda, del sacco a pelo e di tutto il necessario per dormire fuori è faticoso, non lo nego. Ma la sensazione di arrivare in un posto, montare la tenda e dire “qui dormo io stanotte” non ha prezzo. La libertà di scegliere il proprio ritmo, di fermarsi quando vuoi, di non avere orari fissi per cena e colazione… quella libertà vale tutto il peso dello zaino.

Il Giro del Monviso in tenda: cosa sapere

Prima di tutto: sì, si può fare legalmente il Giro del Monviso in tenda. Il regolamento del Parco Naturale del Monviso consente il bivacco sopra i 2.500 metri di quota dalle 19:00 alle 9:00. Questo significa che puoi montare la tenda la sera e smontarla la mattina. Non è campeggio libero (che rimane vietato), ma bivacco d’alta quota, che è una pratica tollerata e regolamentata.

Cosa serve sapere?

Meteo: il meteo in alta quota è molto variabile, soprattutto nella zona del Monviso. Può fare caldo di giorno e gelare di notte. Possono arrivare temporali improvvisi nel pomeriggio. Prima di partire con la tenda, controllare sempre le previsioni meteo a 3-4 giorni e avere un piano B.

Peso dello zaino: portarsi dietro tenda, sacco a pelo, materassino, fornelletto e cibo per 2-3 giorni significa avere uno zaino che pesa. Tanto. Bisogna essere onesti con sé stessi e capire se si è in grado di sostenere quel peso per ore di cammino in salita. Noi eravamo in due e abbiamo diviso quanto possibile in due. Se non siete sicuri, meglio optare per i rifugi.

Esperienza: fare il Giro del Monviso in autonomia con la tenda richiede esperienza di trekking in alta quota. Bisogna saper leggere una mappa, orientarsi, valutare il meteo, scegliere un buon punto dove montare la tenda (riparato dal vento, non in zone a rischio caduta massi, non troppo vicino a torrenti che possono ingrossarsi di notte). Non è una cosa per chi inizia.

Attrezzatura: serve una tenda leggera ma resistente al vento, un sacco a pelo adatto alle temperature notturne in quota (che possono scendere sotto lo zero anche in estate), un buon materassino isolante, un fornelletto da campo per cucinare, e abbigliamento caldo per la sera. Non si scherza con il freddo notturno a 2.500 metri.

I lati positivi

La libertà è il primo. Scegli tu dove dormire, quando partire, quando fermarti. Non devi prenotare nulla mesi prima. Non hai orari fissi per cena e colazione. Sei tu e la montagna.

I paesaggi sono gli stessi del percorso classico, ma li vivi in modo diverso.

E poi c’è la sfida personale. Riuscire a completare il Giro del Monviso in 2 giorni, portandosi dietro tutto il necessario, è una bella soddisfazione. Ti fa capire di cosa sei capace, se riesci. Ma avevo messo in conto che potessi non farcela, e avrei semplicemente rallentato.

I lati negativi

Il peso dello zaino è il primo nemico. Fare 1.200 metri di dislivello con 12-15 kg sulle spalle è tutta un’altra storia rispetto a farlo con uno zaino leggero da giornata.

Il freddo notturno è reale. Anche ad agosto, dormire in tenda a 2.500 metri significa svegliarsi con la condensa ghiacciata sulla tenda. Serve attrezzatura seria.

Il Giro del Monviso: perché farlo

Il Giro del Monviso non è solo un trekking. È un viaggio attorno a una montagna che ha fatto la storia dell’alpinismo italiano – fu proprio di ritorno dalla prima salita italiana al Monviso nel 1863 che Quintino Sella fondò il Club Alpino Italiano.

È un percorso che attraversa paesaggi di una bellezza disarmante: laghi alpini color smeraldo, pareti verticali che si stagliano contro il cielo, boschi di pini cembri secolari, morene che raccontano la storia dei ghiacciai. È un trekking che ti porta dall’Italia alla Francia e ritorno, attraversando il Buco di Viso, un’opera ingegneristica del XV secolo che ancora oggi lascia a bocca aperta.

È un’esperienza che vale la pena fare almeno una volta nella vita. In rifugio o in tenda, in 4 giorni o in 2, non importa. L’importante è farlo.

Soprattutto ora che il Giro del Monviso è ancora meno affollato di altre Alte Vie più famose.

Quindi sì, mettetelo in lista. Anzi, cancellatelo dalla lista e iniziate a organizzare.

DISCLAIMER: In questo articolo trovate poche foto e in bassa risoluzione. Questo a causa dei continui furti che avvengono sul web.
Se volete vedere le foto e i video di questa escursione trovate molto sul mio account Instagram @fringeintravel. Oppure scrivetemi per averle in alta risoluzione in modalità professionale.

Archiviato in:FOCUS, PIEMONTE

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Prossimi trekking insieme?

Seceda e Alpe di Siusi – I Sentieri più Belli delle Dolomiti

1 Maggio 2026
Val Gardena

Corso di Ferrate ad Arco

9 Maggio 2026
Arco

Cammino dell’Unione

28 Maggio 2026
Vignola

Social

Newsletter


Upcoming Eventi

Seceda e Alpe di Siusi – I Sentieri più Belli delle Dolomiti

1 Maggio 2026
Val Gardena

MAPPA TREKKING 

COLLABORA CON FRINGE IN TRAVEL

CONTATTI

TREKKING CON ME

trekking di gruppo

© 2014–2026 · FringeInTravel