
09 km ad anello in Emilia, da Vignola a Vignola. Un cammino accessibile, accogliente e sorprendentemente bello — anche (e forse soprattutto) da soli/e.
C’è una cosa che mi sono portata a casa dal Cammino dell’Unione, oltre alle vesciche e a qualche chilo di stanchezza buona: la certezza che questo cammino funziona. Funziona se sei una camminatrice esperta, funziona se sei alla tua prima esperienza, funziona da sole e funziona in compagnia.
L’ho percorso in solitaria dal 28 maggio al 1° giugno, cinque giorni, cinque tappe, una media di 25 km al giorno. Con 30°. E ve lo racconto senza filtri.
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Dove si trova il Cammino dell’Unione
Il Cammino dell’Unione si sviluppa interamente in Emilia, in provincia di Modena, nel territorio dell’Unione Terre di Castelli. È un percorso ad anello di circa 109 km che parte e arriva a Vignola, con partenza ufficiale in Piazza dei Contrari, ai piedi della Rocca.
Siamo sulle colline modenesi, un territorio che alterna pianura, dolci pendii, boschi di castagno, filari di Lambrusco Grasparossa e borghi medievali ben conservati. La quota massima è di circa 800 metri — niente di alpino, ma abbastanza da regalare paesaggi tutt’altro che banali.

Come arrivare a Vignola
In auto: Vignola è facilmente raggiungibile dall’autostrada A1. Uscita Modena Sud, poi SS 623 in direzione Vignola (circa 20 minuti). Da Bologna, circa 40 minuti. Si può lasciare l’auto comodamente in città e riprenderla alla fine del cammino, visto che si torna allo stesso punto di partenza — uno dei grandi vantaggi logistici di questo itinerario.
In treno: la stazione di Vignola è collegata con Modena e Bologna. Da lì il centro storico è raggiungibile a piedi in pochi minuti.

Il sito ufficiale: una risorsa davvero ben fatta
Prima di partire, vale la pena dedicare un po’ di tempo al sito camminodellunione.com.
Non è uno di quei portali istituzionali aggiornati l’ultima volta tre anni fa. È curato, completo e aggiornato con regolarità.
Troverete tutte le informazioni pratiche, i dettagli sulle strutture ricettive lungo il percorso, gli aggiornamenti sul tracciato e le tracce GPS aggiornate — cosa tutt’altro che scontata. Passateci un po’ di tempo prima di partire: risparmierete molte domande e qualche sorpresa sgradita.
I punti di forza del Cammino dell’Unione
Prima di entrare nelle tappe, vale la pena spiegare perché questo cammino merita attenzione.
Un anello, nessun trasferimento
Partenza e arrivo coincidono. Niente taxi dell’ultimo giorno, niente treni da prenotare per tornare all’auto. Per chi viaggia da sola è un vantaggio concreto e non da poco.
Molto ben segnalato
Non ho mai trovato parti difficili da seguire. Ma per me le tracce gpx sono sempre un aiuto importante le trovate sul sito ufficiale.
Urbanizzato e sicuro
È uno dei cammini più accessibili che abbia fatto. Si attraversano numerosi paesi, ci sono servizi lungo quasi tutto il percorso, non si rimane mai in zone remote o isolate. Non ho mai avuto un momento di disagio o preoccupazione. Ideale come prima esperienza di cammino, e ideale anche per chi vuole camminare da sola senza pensieri.
L’ospitalità emiliana è reale
Non è marketing. L’accoglienza lungo il Cammino dell’Unione è genuina. Si dorme in strutture semplici ma curate — B&B, agriturismi, piccoli hotel — e si mangia bene. Molto bene. Forse troppo bene per chi cammina con 30° e dovrebbe mantenersi leggera (ci torneremo nei consigli).
I paesaggi cambiano ogni giorno
Pianura, colline, boschi, borghi, vigneti. Non è un cammino monotono. Ogni tappa ha una sua identità e riserva qualcosa di diverso dalla precedente.
Si può fare anche in tenda
Gli organizzatori hanno lavorato per individuare alcuni punti lungo il percorso dove è consentito campeggiare. Questo apre una variante interessante, soprattutto per chi vuole contenere le spese. Il risparmio sull’alloggio è reale. Il prezzo da pagare è altrettanto reale: lo zaino diventa significativamente più pesante. Tenda, sacco a pelo, materassino — il peso sale, e con 25 km al giorno sotto il sole estivo si sente tutto. Valuta bene prima di scegliere questa opzione. I punti dove è possibile campeggiare li trovi, aggiornati, sul sito ufficiale.
Qualche tratto di asfalto, ma niente di drammatico
È onesto dirtelo: ci sono sezioni su asfalto. Alcune anche abbastanza lunghe. Ma quasi sempre su strade poco trafficate o ciclabili. Niente che rovini l’esperienza.

Le 5 tappe del Cammino dell’Unione
Tappa 1 — Vignola › Levizzano
Lunghezza: 25,3 km — Tempo stimato: 6 ore — Dislivello in salita: 450 m — Dislivello in discesa: 370 m — Sterrato: 40% — Asfalto: 60% — Difficoltà: Facile
La tappa più lunga ma anche la più pianeggiante. Si parte dalla suggestiva Piazza dei Contrari, con la Rocca di Vignola a fare da sfondo, e si segue la sponda del fiume Panaro fino a Spilamberto, capitale dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena.
Da lì si sale verso le colline, si attraversa Castelvetro — borgo medievale splendidamente conservato, con tanto di scacchiera a cielo aperto in piazza — e si arriva a Levizzano, con il suo castello e il Museo Rosso Graspa dedicato alla storia del Lambrusco.
Da vedere: il Castello di Vignola, la Rocca Rangoni a Spilamberto, il borgo medievale di Castelvetro.
Da assaggiare: Aceto Balsamico, Lambrusco Grasparossa, Torta Barozzi.
Tappa 2 — Levizzano › Pieve di Trebbio
Lunghezza: 23 km — Tempo stimato: 7 ore — Dislivello in salita: 970 m — Dislivello in discesa: 650 m — Sterrato: 65% — Asfalto: 35% — Difficoltà: Impegnativa
Si entra nel cuore delle colline modenesi. Si passa per Denzano e Marano sul Panaro, con la sua bella piazza e il senso di comunità che si respira, prima di arrivare a Pieve di Trebbio, borgo raccolto e silenzioso immerso nel verde. La tappa è più mossa della prima, con qualche salita che comincia a farsi sentire nelle gambe.
Tappa mia: Levizzano – Sassi di Rocca Malatina
Di mio sono partita da Levizzano e sono poi arrivata ai Sassi di Rocca Malatina per un totale dei 27 km con 920 metri di dislivello in salita.
Sicuramente è stata la tappa più intensa e la fatica l’ho sentita eccome.
Io qui ho impiegato 6 ore e 46 di tempi trekking senza pause.
Tappa 3 — Pieve di Trebbio › Zocca | 17 km
Lunghezza: 17,9 km — Tempo stimato: 6 ore — Dislivello in salita: 790 m — Dislivello in discesa: 510 m — Sterrato: 70% — Asfalto: 30% — Difficoltà: Media
La più corta delle cinque, e anche quella in cui si respira l’aria più “di montagna”. Si attraversano borghi come Castellino delle Formiche e Montalbano, e si arriva a Zocca, la cittadina natale di Vasco Rossi. Qualche pannello lo ricorda lungo il percorso, e le fan del Blasco lo apprezzeranno.
Tappa 4 — Zocca › Guiglia
Lunghezza: 22,1 km — Tempo stimato: 6h30 — Dislivello in salita: 461 m — Dislivello in discesa: 804 m — Sterrato: 65% — Asfalto: 35% — Difficoltà: Media
Tappa impegnativa, con un bel dislivello e passaggi attraverso luoghi naturali notevoli: Montecorone, Monteorsello e i Sassi di Roccamalatina. Si arriva a Guiglia, che offre un panorama strepitoso sulla pianura emiliana. Il “balcone sull’Emilia”, lo chiamano. È il termine giusto.
Tappa 5 — Guiglia › Vignola
Lunghezza: 20,9 km — Tempo stimato: 6 ore — Dislivello in salita: 258 m — Dislivello in discesa: 586 m — Sterrato: 65% — Asfalto: 35% — Difficoltà: Facile
Il gran finale. Si attraversano Castello di Serravalle e Savignano Alto — due borghi che vale la pena assaporare con calma — prima di rientrare a Vignola e chiudere l’anello. In cinque giorni si è passate dalla pianura alla montagna, dai filari di Lambrusco ai boschi di castagno, e si torna al punto di partenza con la sensazione di aver visto davvero qualcosa. Brindare con un Grasparossa alla fine è quasi obbligatorio.

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