
Il Cammino del Melandro, noto anche come Il Canto degli Uomini Liberi, è un trekking ad anello di circa 120 km da fare in sei giorni, nell’Appennino Lucano, in Basilicata.
Attraversa faggete, altopiani, gole con cascate e borghi pieni di murales, e si chiude dove era iniziato. L’ho percorso a settembre e in questa miniguida trovi le informazioni pratiche per capire se fa per te: tappe, difficoltà, periodo, dove si dorme e, soprattutto, come si può farlo oggi.
Da sapere subito: ad oggi, autunno 2026, il Cammino non si può percorrere senza una guida. Il percorso non è ancora segnalato e le tracce GPX non sono definitive. La possibilità di farlo in autonomia è prevista solo a partire dal 2027.
Nel frattempo si cammina con la guida dell’organizzazione, Ivy Tour
Indice degli argomenti
Cos’è il Cammino del Melandro (Il Canto degli Uomini Liberi)
È un progetto nato per far conoscere la Valle del Melandro, lontano dal turismo di massa. Il nome viene dal fiume Melandro: secondo l’etimologia locale unisce il greco melos (canto) e andros (uomo), cioè “il canto degli uomini”.
La parte sulla libertà richiama invece la storia di Giovanni Passannante, nato a Salvia, l’attuale Savoia di Lucania, e autore nel 1878 di un attentato al re Umberto I. Dopo il gesto, il paese fu invitato a cambiare nome. Oggi a Savoia trovi un grande murale che lo ricorda.
Il percorso unisce carrarecce, antichi tratturi, sentieri e strade secondarie. Non è solo camminata: lungo la strada si incontrano persone che lavorano la terra, gestiscono agriturismi e custodiscono le tradizioni del posto, e sono parte integrante dell’esperienza. Il progetto è co-finanziato dal Ministero del Turismo (misura “Montagna Italia”) ed è organizzato da Ivy Tour con altri partner locali.
Dove si trova
Il Cammino si sviluppa nella Valle del Melandro, nel nord della Basilicata, dentro l’area del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano. I comuni coinvolti sono Pignola, Satriano di Lucania, Savoia di Lucania, Sant’Angelo Le Fratte, Sasso di Castalda, Brienza e Tito, in provincia di Potenza, più Atena Lucana, in provincia di Salerno.
Il punto di partenza e di arrivo è Pignola, un borgo arroccato vicino a Potenza, noto per i suoi oltre cento portali scolpiti.
Come arrivare al punto di partenza
Pignola si trova a pochi chilometri da Potenza. Il modo più semplice per arrivarci è l’auto.
Chi viaggia in treno può scendere a Potenza e se siete insieme a Ivy Tour troverete qualcuno che vi viene a prendere.
Se no a partire dal 2027 si potrà iniziare il cammino già da Potenza lungo una ciclabile che stanno ultimando.
Gli aeroporti più comodi sono Napoli e Bari, da cui servono un paio d’ore tra treno o auto e trasferimento. Trattandosi di un anello, non devi organizzare il rientro da un’altra località. Per il ritrovo esatto e per il parcheggio dell’auto durante i sei giorni, chiedi direttamente a Ivy Tour al momento della prenotazione.

Il Cammino del Melandro è percorribile in autonomia?
No, per ora no. Ma lo sarà nel 2027.
Il Cammino attraversa proprietà private, l’orientamento non è banale, mancano segnaletica e tabellazione e le tracce GPX non sono ancora definitive. Per questo si può fare solo con la guida di Ivy Tour. L’apertura in autonomia è prevista a partire dal 2027, quando il percorso sarà tabellato.
Camminare con la guida non è un ripiego. L’agenzia organizza i pernottamenti, le cene e il trasporto bagagli, così porti nello zaino solo l’occorrente della giornata. Inoltre le guide raccontano storie, tradizioni e aneddoti che da soli non troveresti, e ti presentano le persone del posto. Va anche detto: l’agenzia e la guida sono coloro che l’hanno creato e fondato, un grande valore aggiunto.
Quanto è difficile
Il livello è facile-medio (soprattutto se senza zaino pesante).
Non ci sono passaggi tecnici o esposti: si cammina su sentieri, sterrate e qualche tratto di asfalto. Quello che si sente è la somma dei chilometri, perché le tappe sono lunghe, e la quarta ha un dislivello più deciso. Serve un minimo di allenamento per camminare sei giorni di fila e buona condizione fisica. Nulla di più.
Perché farlo a settembre: more, fichi e paesaggi luminosi
Le mezze stagioni sono il periodo migliore, con temperature più gentili rispetto all’estate piena. Per me il vero plus di settembre sono stati i frutti selvatici. Ho trovato more di rovo ovunque, abbondanti come se piovessero, e anche fichi selvatici lungo il sentiero. Vengo dal profondo Nord, dove un vasetto di more costa 3-4 euro, quindi raccoglierle dal bordo del sentiero è stato un piccolo lusso. Un ritorno alla natura semplice e ricco, che non mi aspettavo così generoso.
Mi hanno colpita molto anche i paesaggi: scorci bucolici e luminosi, con prati, colline e boschi che cambiano volto da una tappa all’altra.
Ospitalità e prezzi: cosa ho trovato
Si dice spesso che al Sud l’accoglienza sia speciale, ma qui è profonda, intensa e continua, dall’inizio alla fine del Cammino. Non si spiega bene a parole: si vive.
Si trovano ancora prezzi che sembrano di altri tempi. Un esempio: una caprese con una mozzarella di bufala gigante a 5 euro. Quando ricapita?
Quando andare e date delle partenze 2027
Primavera e autunno sono le stagioni più adatte. In estate si cammina bene solo partendo all’alba, perché ci sono diversi tratti completamente al sole. Le partenze guidate già in calendario per il 2027, organizzate da Ivy Tour, sono queste:
- 19 aprile 2027
- 30 aprile 2027
- 28 maggio 2027
- 13 settembre 2027
Le date possono cambiare: controlla sempre la pagina ufficiale di prenotazione. Il sito del progetto è cantodegliuominiliberi.it.
Dove dormire lungo il Cammino
Lungo il Cammino si dorme in strutture private, appartamenti e B&B, tutti molto carini e accoglienti, per lo più nei paesi o poco fuori. Con la formula guidata pernottamenti e cene sono organizzati dall’agenzia, quindi non devi occuparti di nulla. Quando il Cammino sarà percorribile in autonomia conviene prenotare con largo anticipo, perché nei borghi più piccoli i posti sono pochi.
Alberi Maestri Eco Retreat, la mia preferita
Tra tutte le strutture, quella che ho amato di più è l’Alberi Maestri Eco Retreat, nei dintorni di Satriano di Lucania, a circa 2 km dal paese e in una posizione perfetta per chiudere la prima tappa. È un eco retreat immerso nella natura, pensato per rallentare, riposarsi e ricaricarsi dopo una lunga giornata a piedi. Per vedere gli ambienti, i servizi e le attività proposte, consulta il sito ufficiale di Alberi Maestri Eco Retreat.
Dove mangiare
Sei in Basilicata, quindi mangi bene e spendi poco. Da assaggiare c’è la cucina lucana, dal peperone crusco ai formaggi, fino ai piatti dei ristoranti di paese. Ricorda la caprese con mozzarella di bufala gigante a 5 euro di cui ti ho parlato prima.
La mappa
Il Cammino è un anello con base a Pignola. Qui sotto trovi il punto di partenza. La traccia GPX ufficiale completa non è ancora disponibile.
Mappa: Pignola su Google Maps.
I miei consigli pratici
- Prenota la partenza guidata con anticipo. Le date sono poche e, fino al 2027, il Cammino non si può fare senza guida.
- Metti nello zaino i pantaloni lunghi. Lungo alcuni tratti ci sono rovi e rose canine che graffiano le gambe seriamente.
- Porta almeno due litri d’acqua. Le fontane ci sono ma non sono numerosissime, e la quarta tappa è la più povera.
- Parti presto se vai in estate. Alcuni tratti sono completamente esposti al sole: crema, cappello e occhiali non mancano mai.
- Usa scarpe già rodate. Sei giorni di cammino con scarpe nuove sono il modo più rapido per farsi venire le vesciche.
- Lascia tempo per i paesi. A fine tappa vale la pena girare tra murales e vicoli, anche solo per un aperitivo.
- Con il cane, informati prima. Non ci sono divieti, ma incontrerai cani da pastore liberi, e le strutture devono accettare animali.

Le 6 tappe del Cammino
Le tappe sono tutte intorno ai 15-22 km, con dislivelli in genere contenuti. I dati sono orientativi, ricavati dalla guida di chi ha camminato il percorso in anteprima, perché le tracce definitive non sono ancora pubblicate.
Tappa 1: da Pignola a Satriano di Lucania
Circa 22,5 km, circa 800 m di dislivello in salita. Si parte dal Pantano di Pignola, oasi WWF, e si sale tra i querceti fino a una sella sotto La Cerchiara. La deviazione facoltativa sulla vetta (1.340 m) costa poco dislivello e regala una vista su tutto il Cammino.
Tappa 2: da Satriano di Lucania a Savoia di Lucania
Circa 15 km, circa 450 m di dislivello in salita. Al mattino si gira tra i murales di Satriano di Lucania, un centinaio, che raccontano emigrazione, leggende e il Carnevale del paese. Poi si sale alla Torre di Satriano, sito archeologico visitabile su prenotazione, e si scende a Savoia di Lucania.
Tappa 3: da Savoia di Lucania a Sant’Angelo Le Fratte
Circa 18 km, circa 350 m di dislivello in salita. È il murale dedicato a Passannante a segnare l’inizio della giornata. Il momento migliore è il Vallone del Tuorno, un ambiente fresco e raccolto con ponticelli, guadi e due cascate. Si arriva a Sant’Angelo Le Fratte, con i suoi murales e le sculture in bronzo e pietra.
Tappa 4: da Sant’Angelo Le Fratte ad Atena Lucana
Circa 15 km, circa 1.000 m di dislivello in salita. È la tappa più impegnativa e la più povera di fontane, quindi parti con l’acqua giusta. Si cammina su praterie d’alta quota, con la possibilità di salire sul Monte Sierio (1.285 m), poi si attraversa l’altopiano di Campo di Venere e si scende ad Atena Lucana.
Tappa 5: da Atena Lucana a Sasso di Castalda
Circa 20 km, circa 600 m di dislivello in salita. Si passa dal Santuario del SS. Crocifisso, luogo di grande silenzio, e si scende lungo l’antica via dei pellegrini fino a Brienza, con il suo castello. La giornata finisce a Sasso di Castalda, dove trovi belvedere e il ponte tibetano.
Tappa 6: da Sasso di Castalda a Pignola
Circa 21,5 km, circa 500 m di dislivello in salita. L’ultima tappa attraversa la faggeta della Costara, dove vive il faggio San Michele, che si stima abbia tra i 350 e i 500 anni. Si cammina bene, spesso in ombra, e si torna a Pignola chiudendo l’anello.
In conclusione
Il Cammino del Melandro è un trekking accessibile, ben distribuito e ricco di incontri, adatto a chi vuole camminare a lungo senza affrontare difficoltà tecniche. Per ora si fa con la guida, dal 2027 è prevista l’apertura in autonomia. Se lo hai già percorso o stai pensando di farlo, scrivimi nei commenti: mi piace confrontare le esperienze.

Lascia un commento