
Graffito a Betlemme in realtà, ma rappresenta bene il senso
Hebron video: cosa vuol dire essere Palestinese?
Di tante volte in cui mi andava di fare video, questa volta, il valore è più profondo.
Andare in Palestina, ascoltare le parole delle persone, vedere quanto capita e poterlo raccontare, in questo caso, mi sembrava davvero un dovere morale. Un’esigenza di condivisione. Un tentativo di informazione, seppur minimo… Perché continuo a pensare che del conflitto israelo-palestinese di cose da sapere ce ne sono davvero tante, e molte (comunque sia) non si sapranno mai.
Altre, invece, sono visibili ad occhio nudo. Altre ancora udibili nei racconti di chi le vive o le subisce tutti i giorni.
Uscire da una visita in Palestina indifferenti, non credo sia possibile.
Per questo il video è in inglese, per arrivare a più persone possibili.
Cosa vuol dire essere Palestinese?
Questa una delle domande che ho fatto alla guida Palestinese. Un ragazzo moderato, consapevole di quanto la politica sia più forte della religione e sereno nell’affermare che “tra Hamas e l’insediamento Israeliano, preferisco l’insediamento Israeliano tutta la vita“.
A coloro che pensano che “i musulmani, beh… ” (a parte il fatto che manco riesco a scriverlo), presento un ragazzo di una trentina di anni.
Crede nella scienza, e non nella religione. Crede nella giustizia, ma sa che non ne può godere. É stato inserito nella lista nera dagli israeliani, ma non ne conosce le ragioni eppure: “Rispetto tutte le regole che mi vengono date. Non farò mai nulla che possa permettere agli israeliani di togliermi la dignità”.
Solo che vivere, per lui, è più difficile che per tanti altri di noi.
Questa è Hebron. Questa è la mia giornata vissuta ad Hebron. Questa è la sua testimonianza. La testimonianza di un palestinese che vive in Palestina. E non ha possibilità di trovare la pace, ovvero, l’unica cosa che vorrebbe.
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