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Tour del Monte Bianco ovvero come ho percorso in solitaria il più famoso trekking europeo
di Marco Lascialfari (Firenze)
Eccomi qua a mettere su carta il mio personale Tour del Monte Bianco.
Personale perché esistono modi diversi per affrontare questo trekking: c’è chi lo fa rigidamente in maniera integrale senza prendere né un bus né una funivia; chi diversamente lo fa evitando, con questi mezzi, tratti noiosi o troppo duri; chi va a cercare le tante varianti che spesso aggiungono difficoltà o bellezza. C’è poi chi sfrutta le “comodità” dei tanti rifugi e alberghetti, chi, munito di tenda e sacco a pelo pernotta sotto il cielo stellato (o nuvoloso, fate voi). E poi c’è anche chi lo percorre in bici… ma questa è un’altra storia.
Tour del Monte Bianco: dati tecnici
Riassumiamone brevemente le caratteristiche.
3 Paesi interessati: Italia, Svizzera, Francia (portatevi la carta d’identità o il passaporto anche se non ve la chiederanno mai!)
170 km totali
10.000 metri di dislivello
10 giorni di media per completare il tour del Monte Bianco
Così con un rapido calcolo: una media di 17 km e 1.000 metri di dislivello giornalieri.
Il giro classico è quello fatto in senso antiorario, ma nulla vieta di variarne il senso con la sola attenzione che la grandissima parte delle guide lo descrivono, appunto, in senso classico.
Per completare devo dire che si tratta di un trekking piuttosto impegnativo per quanto riguarda l’impegno quotidiano (1000 metri di salita e discesa non sono pochi), sentieri puliti e ben segnalati (impossibile perdersi), molto trafficato e quindi non sarete quasi mai soli (rifugi spesso affollati specie in luglio, fino a metà agosto).
Altra caratteristica che lo distingue da altri percorsi (alte vie Dolomitiche, GR20 Corsica, ecc.) è che non si tratta di una “alta via”. Percorrere il Tour del Monte Bianco è come stare a guardare un film dalla Galleria di un cinema (con la differenza che bisogna camminare, molto). Starete quasi sempre su un alto balcone e al vostro lato o di fronte avrete costantemente, o quasi, sua Maestà il massiccio del Bianco in tutto il suo splendore. Quindi non sentieri particolarmente difficili o passaggi rischiosi, la durezza è data solo dai forti dislivelli e dalla lunghezza di alcune tappe. La spettacolarità dei panorami è sicuramente UNICA.

Tour del Mont Blanc (Foto Pixabay)
Siti web, mappe guide, bussola e GPS Tour del Monte Bianco
Da qualche anno è stato creato un sito web che oserei dire perfetto: Autourdumontblanc
Su questo sito è presente una mappa interattiva con tutto il percorso e le diverse varianti.
Non solo: è possibile vedere i vari rifugi, capirne le caratteristiche, verificarne la disponibilità, farne la prenotazione.
Per chi vuol fare il tour del Monte Bianco con tenda, evitando i rifugi, sono indicati anche i campeggi e/o la possibilità di bivacco notturno (occhio alle regole per il campeggio libero… anche se un bivacco notturno e discreto è quasi ovunque tollerato).
É possibile inoltre verificare lo stato dei sentieri, l’innevamento e via dicendo. È quindi possibile, in una simulazione che diventa prenotazione solo al termine della simulazione stessa, fare il giro (previsti entrambi i sensi) e prenotare uno dopo l’altro i rifugi verificandone la disponibilità (il sistema ti dice quanto siano distanti fra loro in termine di ore di cammino). Si può scegliere il tipo di alloggio dalla camera comune alla singola, se esiste e decidere se fare mezza pensione, insomma più facile di così non si può.
Esistono poi filmati di youtube che forniscono un’idea di ciò che sarà il percorso (io ne ho fatto indigestione).
Per quanto riguarda le mappe, ho comperato i due fogli editi dallo Institut Geographique National Carte de Randonnée 3530 OT Chamonix e 3531 ET St- Gervais www.ign.fr e per la guida ho preso la guida Francese edita da FFrandonnée:Tour du Mont-Blanc
Il mio scarsissimo francese è stato più che sufficiente per seguire la guida passo passo.
Ho visto anche altre guide (cartacee e su web) ma devo dire che io preferisco in assoluto questa.
Riporta tutte le informazioni utili: rifugi, caratteristiche del sentiero, descrizione passo passo e il bello è che ha le mappe in scala 1:50.000 che, a mio parere, sono più che sufficienti per fare il giro senza errori di percorso. Il senso descritto è il classico antiorario, riporta tutte le varianti possibili, è di facilissima consultazione, è leggera e poco ingombrante.
Per capirci le mappe le avrò consultate una o due volte, non di più. Bussola e GPS li ho portati solo per aver un po’ di peso in più nello zaino 😉
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GUIDA TOUR DU MONT BLANC | Nuova mappa 2018 (non testata da autore racconto) |
Cosa mettere nello zaino per fare il tour del monte Bianco? Il mio zaino
Per questo trekking ho utilizzato un 50+10 di capienza perfetta per contenere tutto il necessario:
1 tenda SL (inutile
1 materassino (inutile)
1 sacco a pelo di piuma (inutile)
1 GPS (inutile … o quasi, fate voi)
2 bastoncini da trekking (indispensabili)
1 lampada frontale
1 orologio
1 cellulare e ricarica
1 macchina fotografica compatta
1 coltello serramanico
1 tazza in alluminio
1 borsa igienici/medicinali/ecc. (ago e filo, nastro isolante, cordino e mollette per panni, taglia unghie, compeed -mai utilizzati ma indispensabili per eventuali vesciche, batterie di scorta)
Occhiali da sole (indispensabili)
3 mutande
3 calze BUONE da trekking
2 magliette da trekking
2 magliette in cotone (per dormire o cambiarsi)
2 paia di pantaloni lunghi (potete fare anche 1 lungo e uno corto)
1 cappello
1 giacca tipo Kway
1 poncho per eventuali temporali
2 pile (uno più leggero)
1 asciugamano in microfibra
1 lenzuolo da trekking (chiamato anche sacco-letto, obbligatorio nei rifugi)
1 ciabatte (obbligatorie nei rifugi … ma le trovate anche li in prestito)
1 paio di scarpe da trekking ben rodate (io uso quelle alte, ma ho trovato un giapponese in sandali )
Qualche barretta ai cereali, ma lungo la strada, nei rifugi o nei paesi attraversati, trovate di tutto. Almeno 2 litri di acqua (camelback, bottiglie, borraccia. Io uso 3 bottiglie da 750 cc in PET.
Mappe, guida, blocco appunti e lapis o penna.
Soldi, documenti e personali.
Ovvero: totale 13 kg da portare sulle spalle.
Legenda: tenda, sacco a pelo e materassino li avevo portati per paura di non trovare posto, fatica del tutto inutile. Se non li avessi avuti avrei risparmiato oltre 3 kg puliti puliti e avrei potuto utilizzare uno zaino da 40 litri, anch’esso più leggero.

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Da dove inizia il Tour del Monte Bianco? Quanto costa? Info logistiche
Per noi Italiani il punto di partenza è sicuramente Courmayeur, per tutto il nord Europa Les Houches o Chamonix.
Se volete usare mezzi pubblici, come ho fatto io, prendete il treno fino a Milano (o Torino anche se meno servita) poi bus della SAVDA che partendo da Milano Lampugnano porta a Courmayeur più volte al giorno.
Per quanto riguarda il discorso dove alloggiare vi rimando a quanto troverete su guide e il sito sopra citato. Vi basti sapere che autourdumontblanc elenca 55 rifugi/alberghi, insomma c’è solo l’imbarazzo della scelta.
Ma quanto costa fare il Tour del Monte Bianco?
Dipende ovviamente da come si affronta il giro. Utilizzando mezzi pubblici per Courmayeur, facendo tappa in rifugi/alberghi/gite e utilizzando la mezza pensione occorrono circa 700/800 euro a persona. Infatti per raggiungere Courmayeur e tornare a casa ho speso circa 100/130 euro, gli alloggi Svizzeri costano poco meno di 70 euro, quelli Francesi e gli Italiani circa 45/50 euro, aggiungete un panino, qualche frutto, una barretta di cereali e la più classica delle birre da bersi in compagnia, e il conto è fatto.
Per chi sceglie la tenda ovviamente il costo si riduce.

photo credit: romanboed Mont Blanc under the Stars via photopin (license)
I Rifugi del Tour del Monte Bianco e le tappe
18 agosto: in treno/bus fino a Courmayeur e subito il sentiero fino al Rifugio Bertone
19 agosto: da Rifugio Bertone a Bergerie di La Peule – Svizzera
20 agosto: da La Peule a Champex (hotel Bon Abrì)
21 agosto: da Champex a Trient (hotel Grand Hourse)
22 agosto: da Trient a Tre les Champ (Rifugio La Boerne) – Francia
23 agosto: da Tre Les Champ a Les Houches -variante Lac Blanc (Gite Michele Fagot)
24 agosto: da Les Houches a Les Contamines – Variante Col Tricot (Rifugio CAF)
25 agosto: da Les Contamines a Croix Bonhomme (Rif. Bonhomme)
26 agosto: da Bonhomme a Rifugio Elisabetta Soldini – Italia
27 agosto: da Rifugio Elisabetta a Courmayeur >>bus/treno>> Casa
Poche note prima del racconto: è quasi inutile indicare i km di ogni tappa o il dislivello. Basti sapere che mediamente, partendo al mattino verso le 7,30 sono arrivato a destinazione sempre prima delle 16, spesso alle 15. Quindi al max ho camminato per 8 ore comprese le pause di riposo e pranzo.
Inoltre va detto che ogni tappa è personalizzabile secondo le proprie voglie e capacità. Allungandola o accorciandola e quindi facendo tappa in altri rifugi/alberghi.
Ho incontrato a Les Houches un ragazzo francese che aveva appena completato il tour in 6 giorni facendo tutte le varianti, tanto di cappello. Io l’ho fatto in 9 giorni con molte varianti, ma utilizzando una volta un autobus e la cabinovia.
E sia chiaro, non mi pento di aver fatto in bus Chamonix-Les Houches piuttosto di non aver avuto il coraggio (o le gambe) di fare la variante della Fenetre de Arpette.
Il Racconto: il tour del Monte Bianco
1 tappa
18 agosto
Partito col treno da Firenze e preso il bus della Savda arrivo alle 16 a Courmayeur. Ho prenotato al rifugio Bertone e quindi mi incammino subito per questa breve mezza tappa iniziale (son comunque oltre 600 metri di salita). Bel posto e rifugio carino anche se per andare al bagno occorre uscire dalla camerata e passare all’esterno. Ottima la cena.
É il solo rifugio che ho prenotato. Questo perché ho verificato su autourdumontblanc.com che i rifugi Italiani sono piuttosto pieni se non completi, ma in Svizzera e in Francia si può trovare posto molto più facilmente. Anche i numerosi rifugi presenti in una determinata località o distribuiti sul percorso rendono semplice la ricerca del posto letto.
Per cercare da dormire in tutti i rifugi/gite/alberghetti utilizzerò sempre la chiamata telefonica per la verifica della disponibilità. Si chiama la mattina per la sera o al massimo il giorno prima per il successivo. Aggiungo che la migliore soluzione è quella della mezza pensione così da assicurarsi cena e colazione senza problemi. Non conviene invece prendere il sacchetto pic-nic perché troverete sempre (o quasi) un posto a metà percorso per mangiare un boccone, comprare qualcosa e fare una sosta.

Tour Mont Blanc: Dolent – FOTO DI MARCO
2 tappa
19 agosto
Dopo colazione parto (alle 7.30) destinazione La Peule (Svizzera) seguendo la Val Ferret Italiana. Oltre la valle il massiccio del Bianco con panorami da URLO. Supero ad uno ad uno gli altri rifugi Italiani: Rifugio Bonatti, lo Chalet Val Ferret e poi il Rifugio Elena. Infine, stremato, salgo al Col Ferret dove si trova il cippo di confine Italo/Svizzero.
Gli occhi si riempiono dei fantastici panorami: la Val Ferret Italiana, i ghiacciai del Dolent e poi, oltre il cippo, la discesa fra i pascoli della Val Ferret Svizzera.
Qui incontro una coppia Italiana. Loro stanno facendo il TMB in senso orario (inverso) con la mountain bike. Sono all’ultima tappa, ora non resta loro che scendere verso il fondovalle della Ferret Italiana e in breve, tramite strada asfaltata, saranno a Courmayeur.
Lascio il cippo di confine alle mie spalle e inizio a scendere verso la val Ferret Svizzera. Verso le 16 arrivo alla Bergerie di La Peule. Non bellissima ma comunque una buona accoglienza e poi, alle 19 una buona cena.

Tour Mont Blanc_Val Ferret FOTO DI MARCO
3 tappa
20 agosto
Alle 7.45 partenza per Champex. Da quando sono sceso verso La Peule i panorami sul Bianco sono scomparsi anche se qua e là si affacciano ancora vette e ghiacciai. Pur nella sua bellezza questa tappa va considerata (parere personale) ne più ne meno che una tappa di trasferimento. Abbastanza lunga, non difficile se non nella sua ultima parte per i 300 metri in salita verso Champex Lac.
Inizialmente si percorre la strada di campagna che porta a Ferret, poi Fouly e successivamente Praz de Fort. Infine si imbocca il sentiero “micologico” che porta, in salita, a Champex.
La cittadina è molto carina, piena di negozi e di turisti, fantastico il lago. Mangio un panino e della frutta acquistati in un piccolo market. È molto presto e devo fare ancora poca strada per arrivare al prossimo rifugio: il Bon Abrì (Champex di Sotto).
Appena arrivato mi sistemo in una camerata da una ventina di letti. Va benissimo ma appena vado a fare la doccia mi accorgo di aver lasciato l’asciugamano a La Peule. Me ne faccio prestare uno dal gestore dell’albergo.
Si cena,ma tutti restiamo con la fame, una cosa penosa.
68 CHF per la mezza pensione e purtroppo una cena da PIANGERE! Aggiungiamo 5 franchi svizzeri per l’utilizzo di un asciugamano chiesto in prestito al gestore. Un asciugamano rinsecchito e lacero, pulito, ma niente più. Totale 72 franchi svizzeri.
La beffa: non hai i franchi svizzeri? Paghi in euro con cambio alla pari. 1 CHF sarebbe pari a 0,88 euro, la ricevuta su un foglietto. Posso usare la carta di credito pagando in CHF? Via, non scherziamo. Il Pos è fuori servizio.
In conclusione: albergo da evitare.
Suggerimento n°1: fermatevi a Champex Lac in un albergo della cittadina. Il giorno successivo fate, invece della tappa classica, la variante della Fenetre de Arpete. Arriverete a Trient in 7 ore di buon cammino, ma ne vale la pena (a detta dei miei occasionali compagni di avventura che hanno fatto questa scelta)
Suggerimento n°2 : se volete (qualcuno fa così) non fermatevi a La Peule. Proseguite fino a Ferret o anche a Fouly (se ce la fate). Qui potete prendere un bus per arrivare a Campex Lac con il bus. Si salta così una tappa non particolarmente eccezionale e il giorno dopo si fa la Fenetre de Arpette, scontando così il peccato di aver saltato una tappa.

Tour Mont Blanc_Trient – FOTO DI MARCO
4 tappa
21 agosto
Io, invece, ho deciso di fare il percorso classico e non la più tosta variante di Arpette (lo so che poi me ne pentirò), ma comunque il sentiero comincia, dopo aver percorso una strada di montagna, a farsi interessante. Splendido il ghiacciaio di Trient che piano piano appare sullo sfondo. Arrivato al Col de la Forclaz pranzo e poi compro un asciugamano da turisti con tanto di stemma crociato e stelle alpine. Caro al limite del furto … ma qui in Svizzera tutto è caro.
Scendo a Trient e poi mi dirigo verso Peuty dove alloggiare alla gite (appena 2 km dopo). Purtroppo non fanno servizio di mezza pensione e in tutta Peuty non ci sono né negozi né ristoranti. Ritorno a Trient e trovo alloggio all’hotel Grande Ourse. Mezza pensione, cena buona, e bella cameretta da 8 persone. Buona anche la colazione del giorno dopo.
… e posso pagare con carta di credito (con maggiorazione del 3%, siamo in Svizzera).

Tour Mont Blanc_Dal Balme al Monte Bianco – FOTO DI MARCO
5 tappa
22 agosto
Sacco in spalla ed eccomi ancora sulla strada che costeggia un piccolo torrente. Poi trovo il sentiero che conduce verso il Col de Balme, confine fra Svizzera e Francia. Sinceramente non vedo l’ora di tornare in “Europa”. Eccomi al passo.
Che spettacolo. Il Bianco si allunga davanti ai miei occhi. I ghiacciai di Tour, Argentiere e laggiù, in fondo, i 4810 metri della vetta. Anche il telefonino gode del roaming europeo e ha smesso di farmi pagare per le chiamate e posso anche navigare, cercare recapiti, consultare meteo.
Viva la Francia, viva l’Europa!
E poi il sentiero per le Possettes è stupendo: passaggi fra rocce, salite e discese … che goduria arrivare a Tre les Champ. E che accoglienza da parte dei gestori del pittoresco rifugio de La Boerne. C’è ancora il sole che scalda e il bucato appena fatto si asciuga sul terrazzo della mia camera. Ottima la cena, carina la camera: bene, molto bene.

Tour Mont Blanc_Aguille Verte – FOTO DI MARCO
6 tappa
23 Agosto
Oggi ho deciso di fare una variante e, contemporaneamente, un piccolo sconto al mio Tour del Monte Bianco.
Anche su consiglio del gestore del rifugio, inserirò nella tappa odierna che mi porterà a Les Houches, la variante del Lac Blanc, ma da Flegere, invece di fare il sentiero per Brevent prenderò la cabinovia che scende a Chamonix e poi il bus per Les Houches.
Arrivo a Lac Blanc tramite il sentiero che iniziato in modo tranquillo si è fatto passo passo sempre più impegnativo. Piccoli passaggi su scale in ferro, alcuni con cavi di sicurezza, e poi roccia, roccia, roccia.
Arrivati: una vista unica. Lo sguardo spazia dalla Aiguille de Tour, attraversa l’Argentiere, la Mer de Glace, e arriva alla vetta del Bianco. E poi il lago, veramente bianco.
Il rifugio accoglie decine di turisti venuti su da Chamonix. Veramente un posto unico. Un po’ troppo affollato, ma non potrebbe essere diversamente. Una sosta per riposare e mangiare e poi riparto.
Scendere non è una passeggiata, ma in un’oretta arrivo alla cabinovia. La prendo e con il bus arrivo a Les Houches e alla gite Michele Fagot. La gestiscono due ragazze di nome Ameline e Kristine e il loro cane di nome Ice Tea.
Camere, servizi ed ambienti comuni pulitissimi, accoglienza di prim’ordine, cena ottima in compagnia con altri camminatori. E poi la gite è vicinissima al market e compro qualcosa per pranzare durante la giornata successiva (ottima soluzione).

Tour del mont blanc Lac Blanc – FOTO DI MARCO
7 tappa
24 agosto
Oggi ho deciso di fare la variante del Col de Tricot. Il percorso classico è molto più semplice, quasi noioso. La variante parte da Bellevue e per arrivarci si può fare il sentiero (un’ora e mezza di salita nel bosco) o prendere la funivia che in 10 minuti mi risolve il problema.
Prendo la funivia e con me un sacco di ragazzi che da Bellevue saliranno al Nid d’Aigle. Qualcuno poi proseguirà per i 4810 del Bianco. Da Bellevue io invece proseguo in quota fino a passare vicinissimo alla parte finale del ghiacciaio di Tricot, attraverso la passerella sospesa de Glaciere e poi mi dirigo verso il Col de Miage.
Insomma questa variante va assolutamente fatta.
La salita al col de Miage è bellissima.
Prati di mirtilli e rododendri. Poi discesa terribile verso lo Chalet de Miage sormontato dal suo ghiacciaio e immediatamente la nuova salita verso Col de Truc. Il sentiero ora si allarga, comincia la discesa, diventa strada di montagna e rapidamente arrivo a Les Contamines. Ho fissato al rifugio CAF e arrivo giusto in tempo poco prima di un temporale. Ottima cena, cameretta condivisa con 5 Olandesi un po’ rumorosi, ma poco importa.
8 tappa
25 agosto
Rieccomi sul sentiero. Dopo un’oretta di facile strada si passa accanto alla chiesetta di Notre Dame de la Gorge. Qui termina la strada lungo il fiume Nant. Ora si inizia a salire e salire. La stradella/sentiero è in realtà una antichissima strada romana.
Il piccolo ponte che si incontra più avanti è una opera di ingegneria che ha sfidato i secoli e permette di superare un torrente vertiginoso che urla decine di metri più in basso.
Ma ecco il rifugio di Nant-Borrant e ancora più avanti quello De la Balme. Ancora un paio di ore e, attraverso il plan de Dames (obbligatorio mettere un sasso sul cumulo che si incontra pena sventure infinite, almeno così si dice) e finalmente il col de Bonhomme. Che dire dei panorami? Li lascio alla vostra fantasia.
Un piccolo momento di riposo per guardarsi attorno, mangiare un boccone, studiare la mappa per vedere dove passare il giorno successivo e poi riparto. Scendo al rifugio della Croix de Bonhomme dove passerò la notte.
15 minuti e arrivo. Mi sistemo in una cameretta da 4 letti e poi la cena ad una tavolata assieme a 4 francesi, 8 giapponesi, 3 ragazze koreane ed io unico Italiano. Menù buono.

Tour del Mont Blanc – Rifugio Elisabetta – FOTO DI MARCO LASCIALFARI
9 tappa
26 agosto
É la mia penultima tappa: ho deciso di fare la variante del Fours. È decisamente molto impegnativa e interessante. Invece di scendere verso Champieux per poi risalire verso Ville des Glaciers devo tornare indietro fino al Col de Bonhomme che raggiungo in una ventina di minuti e poi prendo il sentiero che sale al Fours.
Sono partito prestissimo e alle 7 sono già in cammino. Sassi, roccia, sassi, roccia. Arrivo al Col de Fours e incontro una ragazzina americana di soli 18 anni che sta girando l’Europa da SOLA (e ovviamente il Tour del Monte Bianco).
Iniziamo insieme la discesa verso Ville des Glaciers. Un sentierino appena accennato che piano piano diventa strada di montagna. Arrivato al gruppo di case e stalle si riprende a salire. Ci attende il Col de la Seigne: confine italiano fra Francia e Italia.
Salgo verso il passo con lentezza e tranquillità. Questa è la mia penultima tappa e il mio pensiero va già verso casa. In effetti trovare la bandiera Italiana sul cippo di confine è una bella emozione. Foto e sorrisi, una sosta per pranzare e ancora una bella discesa prima verso la Casermetta Monte Bianco (ex finanza) centro studi franco/italiano e poi, dopo un pianoro, la breve salita verso il rifugio Elisabetta Soldini. Ritrovo finalmente un bel po’ di Italiani. Ceno e poi, fuori, sul terrazzo del rifugio, sotto lo spettacolare ghiacciaio Lee Blanche, faccio due chiacchiere con la nuova amica americana.
La saluto: domani partirò prestissimo per poter prendere a Courmayeur il bus delle 13,30 per Milano.

Tour del mont blanc – Lac Combat – FOTO DI MARCO LASCIALFARI
10 tappa
27 agosto
Nel fondovalle, appena più avanti, passa anche un piccolo bus che porta a Courmayeur, ma ho deciso di fare questa tappa senza sconti. Le gambe girano a tutta. Scendo verso il Lac de Combat e risalgo i 600 metri verso l’Arp-Vieille superiore.
Ancora viste magnifiche: il piccolo ma bellissimo lago de Miage, il ghiacciaio Miage e più in là il dente del Gigante.
Non resta che precipitarsi a valle: Praz Neyron e poi Dolonne e finalmente Courmayeur.
Biglietti, bus, metropolitana, treni, casa.
Marco Lascialfari, nonostante non abbia la frangetta e non sia neppure una ragazza (ve ne siete accorti per caso?)… è l’autore di questo post e il protagonista di questa esperienza.
Se volete scrivergli: fringeintravel@gmail.com
Ogni giovedì appuntamento fisso con racconti o video di trekking, cammini o escursioni!
Idee per nuove gite o consigli, trovate tutto qui: FRINGE IN TREKKING
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Ciao, deve essere stato un viaggio bellissimo e le foto sono stupende 🙂
Ottimo racconto bravo e complimenti. Ti consiglio il cammino dei briganti in Abruzzo. Questo del bianco si potrebbe fare con un cane?
Prima di tutto mi devo scusare del ritardo abissale nella risposta … ma eccomi.
Non ho mai trovato nessuno con un cane, almeno lungo il TMB.
Ho invece trovato una coppia con un cane quando sono arrivato al rifugio Elisabetta. Stavano facendo un paio di giorni in zona, fra il confine Italiano e quello Francese.
A mio parere il problema che ho potuto constatare in quella occasione è che i nostri amici a quattro zampe non sono generalmente accettati nei rifugi. Tanto per dirti che il cane e l’uomo hanno dovuto dormire nel locale di ingresso (locale scarpe/ciabatte).
Se vuoi fare un tentativo sul sito ufficiale del TMB trovi tutti i rifugi/gite/camping/alberghi. Una mail o una telefonata … e ti togli ogni dubbio.
Ovviamente non ci sono problemi per i pernottamenti in tenda.
Nessun problema per sentieri … salvo verso il lago bianco dove troveresti scalette in ferro.
Ovviamente guinzaglio e collare … SEMPRE.
Ciao, Marco
mi ha incuriosito!! stavo valutando per prendere i primi contatti ma non trovo nulla sula seconda tappa (La Peule ) hai per caso un riferimento telefonico per il pernottamento?
Grazie
Vai sul sito di autourdumontblanc …..
Trovi tutto
Alpage de La Peule – 2071 m
Ferret (CH)
Apertura: 15 giugno 2017
Chiusura: 20 settembre 2017
Telefono: été : +41.27.783.10.41dal 15 giugno
Telefono guardiano: +41.79.290.34.93 prima del 15 giugno
Site internet: http://www.lapeulaz.skyrock.com/
e-mail: coppey.lapeule@dransnet.ch
Itinerario: TOUR DU MONT-BLANC
Tariffe:
1/2 pensione in camerata comfort: 58.-CHF
1/2 pensione “Yourte” : 47.- CHF
Notte in camerata: 23.- CHF
Notte nella “Yourte”: 13.- CHF
Pagamento solo in contanti, anche in Euro
Bivacco: No
Locale invernale: No
Bivacco:
Il bivacco è vietato in Svizzera
No posti:
Dormitorio : 32 posti in dormitorio
2 “Yourtes” (grandi tende per dormire sulla paglia ) : 25 postippe, vai sul sito di autourdumontblanc … trovi tutto:
Ciao Marco. finalmente lo farò anche io, quest’estate!
Una domanda sulle varianti: mi pare di capire che sia imperdibile quella del Col de Tricot, ed ho intenzione di fare anche quella finale del Fours.
Considerato che ho solo 11 giorni a disposizione e voglio farla tutta con le gambe, hai da suggerire qualcosa al riguardo?
Ciao Stefano. Ci si incontra di nuovo! .
Visto che io, alla mia veneranda età, ho fatto il giro in 9 gg, sicuramente lo puoi fare tu con le varianti che dici. Queste NON incidono sulla durata del percorso sono semplicemente via diverse per raggiungere il medesimo fine tappa. Il Col de Tricot allunga la tappa di 1 o max 2 ore. Il Four forse la accorcia … forse. Se vuoi altre info scrivimi ancora qui o su messanger… ovviamente qui le risposte sono fruibili anche da altri.
Ciao.
Marco
Ciao Marco, Mi è venuto in mente che poi non ti ho detto come è andata.
Ebbene, il Tour l’abbiamo fatto in 10 giorni, compresa la variante del tricot (unica variante fatta, per il resto giro classico).
Veramente bello ed emozionante.
Abbiamo anche fatto il Brevent, tosto, ma soddisfacente. La lunga discesa dal Brevent a Les Houches ci ha consentito di incontrare un magnifico gruppo di stambecchi a brevissima distanza.
Noi, come d’abitudine, abbiamo bivaccato in tende in piena autonomia.
Ciao!
Ste
E’ stato il mio primo trekking. Indimenticabile! Il pernottamento ( e la squisita cena) allo chalet del club alpino svizzero a champex lac, la salita alla fenetre d’arpette imperdibile, la vista dal col de balm e il pernottamento al lac blanc sono i ricordi più belli. Lo consiglio a tutti: è un trekking facile e di grande soddisfazione!
Ciao Maria Rosaria, leggere il commento fato da una donna che definisce facile questo giro di 9 giorni con 6 ore di cammino , mi ha dato speranza. Certo non so se sei una ragazza di 30 anni, alta1.75 e allenatissima! Io ho 56 anni e penso di allenarmi ma devo dire che sono un po’ spaventata dalla fatica. Qualche anno fa ho fatto un tour a piedi sugli appennini ma facevamo 3/4 ore al giorno.
Speriamo di farcela. Grazie Marco dell’interessante resoconto.
Un saluto
Salve posso contattarti privatamente, avrei bisogno di una serie di consigli grazie Andrea 3465127002
Ciao Andrea!
Scrivimi via mail (la trovi in contatti) e inoltro la tua mail a Marco che ti risponderà 🙂