
Si possono fare le Alpi svizzere senza toccare un volante? Senza cercare parcheggio, senza guidare su strade di montagna, senza organizzare trasferimenti? La risposta, almeno in Svizzera, è sì. E questo itinerario di trekking con il Trenino Verde delle Alpi ne è la prova.
Vi racconto.
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Il Trenino Verde delle Alpi: cos’è e perché cambia tutto
Il Trenino Verde delle Alpi è una linea ferroviaria gestita da BLS che collega Domodossola al cuore della Svizzera, attraversando la storica tratta del Sempione e del Lötschberg. Il percorso completo arriva fino a Berna — capitale federale e patrimonio UNESCO — in poco più di due ore da Domodossola.
Non è solo un mezzo di trasporto. È un’esperienza a sé: finestrini panoramici enormi, sedili comodi, una zona bistrot con caffè e snack, prese di corrente a ogni posto. Mentre il treno sale di quota, il paesaggio cambia in modo quasi irreale — prima la Val d’Ossola, poi le terrazze soleggiate del Vallese, poi le montagne dell’Oberland bernese.
Oltre al treno c’è anche un sistema che ci sta intorno.
In Svizzera i trasporti pubblici funzionano davvero: bus locali puntuali, funicolari, battelli. Una volta scesa dal treno, non ho mai avuto bisogno di altro. Ho camminato, preso autobus, usato funivie. Zero auto. Zero stress.
Il Trenino Verde delle Alpi è l’ideale sia per una gita giornaliera che per un soggiorno di più giorni, ed è facilmente raggiungibile da Milano — anche last minute, visto che i treni partono ogni due ore da Domodossola.
Biglietti e documenti di viaggio: come funziona
Il documento di viaggio che consiglio per questo tipo di esperienza è la Carta Giornaliera Trenino Verde, acquistabile direttamente su bls.ch/treninoverde.
Costa CHF 62 e permette di salire e scendere liberamente su tutta la tratta durante la giornata. Include anche la gita in battello sul lago di Thun — un dettaglio non da poco se vuoi allungare l’itinerario verso quella direzione.
Esiste anche la Carta 2 giorni Trenino Verde: valida per due giorni a scelta all’interno di un arco di tre giorni. È quella che ho usato io per questo itinerario, e ha senso ogni volta che si vuole scendere a Kandersteg — o in qualsiasi altra tappa — e avere il tempo di esplorare davvero.
Con la carta integrata e la carta ospiti dell’hotel (che ti permette di usare i bus locali gratuitamente), ti muovi su tutto il territorio.

Il mio itinerario: 3 giorni sulle Alpi svizzere senza auto
Questo è quello che ho vissuto. Non un itinerario teorico — è esattamente quello che ho fatto, con gli orari reali, i luoghi reali, le sensazioni reali.
Giorno 1 — Da Domodossola a Kandersteg, passando per Briga
Parto da Domodossola alle 9:58. In solitaria, zaino in spalla, nessun piano complicato.
Il treno sale lentamente e il paesaggio inizia a cambiare quasi subito. Arrivo a Briga alle 10:33 e decido di fermarmi qualche ora prima di proseguire. Briga è una piccola città con più carattere di quanto ci si aspetti: vale la pena camminare fino al castello Stockalper, uno dei castelli barocchi più grandi della Svizzera, e fare una sosta al Museo World Nature Forum — dedicato alle Alpi UNESCO, a cinque minuti a piedi dalla stazione, con un ristorante interno che funziona bene per un pranzo.
Nel primo pomeriggio risalgo sul treno. Alle 14:13 arrivo a Kandersteg.
Devo essere onesta: non mi aspettavo quello che ho trovato. Kandersteg è un villaggio alpino nell’Oberland bernese, circondato da montagne che non ti lasciano scampo. Il tipo di paesaggio che ti fa venire voglia di fermarti più a lungo di quanto avevi pianificato. Ho le immagini col drone, e anche quelle non rendono del tutto — dal vivo è un’altra cosa.
Nel tardo pomeriggio prendo il bus locale (gratuito con la carta ospiti dell’hotel) fino alla fermata del Blausee — il lago blu. È uno dei laghi più belli che abbia mai visto in vita mia, e ne ho visti parecchi. Il colore è quello che sembra impossibile nelle foto e invece è ancora più intenso dal vivo. Cena al ristorante del lago, poi bus di ritorno a Kandersteg.

Giorno 2 — Cabinovia Allmenalp e trekking First-Golitsche
Giorno due. Colazione in hotel, pranzo al sacco, e mi dirigo a piedi verso la stazione a valle dell’Allmenalp.
Devo fare una premessa: odio le cabinovie. Le ho sempre odiate. Ma quando la destinazione è quella, sali lo stesso.
La cabinovia dell’Allmenalp mi porta a quota di partenza per l’escursione First-Golitsche, uno dei percorsi più belli della zona. Il sentiero attraversa prima l’alpeggio con vista sul massiccio del Blüemlisalp, poi sale verso la vetta del First — da dove si vede il lago di Oeschinen in tutta la sua enormità. La discesa passa per il Golitschepass e l’Alp Golitsche, con tratti rocciosi nella parte alta che richiedono un passo sicuro. Non è un trekking per tutti, ma per chi è abituato alla montagna è esattamente il tipo di percorso che cerchi.
Circa cinque ore in tutto, con il panorama che cambia continuamente. Il tipo di giornata che ti appaga fisicamente e visivamente allo stesso tempo.
Cena e pernottamento in hotel a Kandersteg.

Giorno 3 — Sunnbüel, laghetti Arvenseeli e valle di Gastern
Ultimo giorno. E qui arriva il momento in cui capisco che avrei dovuto restare almeno un giorno in più.
Prendo il bus fino alla stazione a valle di Sunnbüel.
Ma questa volta decido di salire a piedi, seguendo il sentiero che porta agli Arvenseeli — tre laghetti alpini di un blu intenso, alimentati dallo scioglimento delle nevi.
A inizio estate sono pieni d’acqua e il colore è qualcosa che non si descrive facilmente.
Il trekking ha delle parti esposte, livello escursionistico ma bene passo sicuro.
Da lì vado verso la stazione a monte della cabinovia di Sunnbuel e scendo in cabinovia, per me che odio le discese un sogno.
Bus fino a Kandersteg, recupero i bagagli in hotel, e alle 14:41 sono sul treno.
Kandersteg → Domodossola. Arrivo alle 15:51.
Profondamente appagata.
Vale la pena?
Sì. Senza riserve.
L’intera esperienza funziona in modo fluido e intelligente — dal treno, al bus, alla funivia, all’hotel, ai sentieri. Tutto è connesso e tutto funziona. In Italia siamo abituati a dover pianificare ogni spostamento in montagna con l’auto come unica opzione reale. Qui no.
Il Trenino Verde delle Alpi non è solo un modo per arrivare — è il punto di partenza di un modo diverso di vivere la montagna. Più lento, più consapevole, più comodo di quanto ci si aspetti.
Se stai pianificando un weekend sulle Alpi svizzere, parti da Domodossola, prendi la Carta 2 giorni, scendi a Kandersteg e lascia che il sistema faccia il resto.
(NB: le foto sono in bassa risoluzione per via dei continui furti su internet. Se le volete in alta o ne cercate altre, potete contattarmi).

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