
| DIFFICOLTÀ: | T (Turistico) |
| TEMPO: | 1-2 ore |
| DISLIVELLO: | +/- 200 m |
| DURATA: | 3 KM (andata) |
| DOVE: | Val di Tires, Alto Adige |
Diciamocelo chiaramente: quando si parla di laghi alpini scenografici, il Laghetto Wuhnleger è quella gemma nascosta che non ha bisogno di chilometri di cammino per regalarti un’emozione forte.
Sì, proprio quel piccolo specchio d’acqua dove il Catinaccio si specchia con una perfezione che sembra photoshoppata e dove ogni fotografo che si rispetti ha piazzato il treppiede almeno una volta nella vita. E se spesso si parla di mete più impegnative, qui c’è un’escursione che combina semplicità e bellezza.
Il Laghetto Wuhnleger – conosciuto anche semplicemente come Laghetto Wuhn – è uno di quei posti dove arrivi, ti siedi su una delle panchine di legno che lo circondano, e capisci subito perché la Val di Tires sia considerata uno dei luoghi più magici dell’Alto Adige. Pronti?
Indice degli argomenti
La Val di Tires: un anfiteatro naturale
La Val di Tires è una di quelle valli che merita una menzione speciale per la sua capacità di stupirti con poco sforzo. Il Laghetto Wuhnleger si trova a soli 1402 metri di quota.
Questo piccolo stagno alpino è circondato da un recinto di legno che lo protegge ma non ne rovina l’estetica – anzi, aggiunge quel tocco da cartolina che piace tanto. Ma la vera star qui è il riflesso del Catinaccio (o Rosengarten, se preferite il nome tedesco) nelle sue acque cristalline. Un riflesso talmente perfetto che ti chiedi se la natura non abbia un master in fotografia.
Il laghetto è uno dei posti migliori dell’Alto Adige per ammirare l’Enrosadira, quel fenomeno che al tramonto tinge di rosa le pareti dolomitiche. E quando il rosso si riflette nell’acqua calma del lago, beh, la meraviglia raddoppia. Per capire il perché di questo spettacolo cromatico dovreste leggere la leggenda di Re Laurino, il re dei nani che abitava ai piedi del Catinaccio in un giardino di rose. Ma questa è un’altra storia.
Come Arrivare
Ecco la parte interessante: qui non ci sono navette da prendere o lunghi tratti in auto su strade sterrate.
Il punto di partenza più comodo è il parcheggio dei Bagni di Lavina Bianca, vicino a San Cipriano. Da qui avete due opzioni principali:
Il percorso breve (consigliato):
Dal parcheggio seguite il sentiero 4A, ben segnalato da cartelli di legno. È una strada forestale agevole che in circa 40 minuti vi porta direttamente al laghetto. Praticamente una passeggiata, adatta anche ai meno esperti e alle famiglie con bambini. Durante il cammino il panorama sul Catinaccio vi accompagna costantemente, rendendo anche la salita un piacere per gli occhi.
Il percorso lungo (variante panoramica):
Se volete allungare un po’ la camminata e visitare anche qualcosa in più, potete seguire questo itinerario:
- Dal parcheggio, invece di prendere subito il sentiero per il laghetto, seguite la segnaletica per Schönblick
- Proseguite su stradina asfaltata con il Catinaccio alle spalle
- Nei pressi di Tires, evitate il centro paese e salite su sentiero fino a un incrocio con panchina
- Da qui andate a destra seguendo la segnaletica per la Chiesetta di San Sebastiano
- La chiesetta, costruita in stile gotico nel 1635 durante la peste, merita una sosta
- Dal cancello di legno vicino alla chiesa, salite verso il laghetto
Questo percorso allunga la camminata a circa 2 ore e 30 minuti con 300 metri di dislivello, ma vi permette di fare un giro ad anello più completo.
Attenzione: Potete raggiungere il parcheggio anche con i mezzi pubblici se non avete l’auto.
Consigli per l’Escursione
Questo trekking è tecnicamente facile, ma ci sono alcune cose che dovete assolutamente sapere:
Attrezzatura necessaria:
- Scarpe da trekking (anche se il percorso è semplice, il terreno resta montano)
- Abbigliamento a strati (in quota può fare fresco anche d’estate)
- Giacca antivento o impermeabile leggera
- Acqua e snack (anche se è breve, portate sempre qualcosa)
- Macchina fotografica o smartphone (lascerete la batteria qui)
- Torcia frontale se andate al tramonto (fondamentale per il rientro)
Timing: Qui il discorso si fa interessante. L’escursione si può fare in qualsiasi momento della giornata, ma il consiglio da insider è questo: andate nel pomeriggio o, ancora meglio, verso sera.
Perché? Al tramonto, quando scatta l’Enrosadira, il laghetto diventa un set fotografico naturale che vale da solo il viaggio. Se decidete di rimanere fino al tramonto, la torcia frontale nello zaino è obbligatoria. Non è il caso di fare gli eroi e scendere al buio.
Allenamento: Praticamente zero. Se riuscite a fare una passeggiata di 40 minuti senza fermarvi ogni due metri, siete a posto.
Meteo: Controllate sempre le previsioni. Anche se l’escursione è breve, meglio evitare piogge improvvise o temporali. Le Dolomiti hanno il loro carattere.
Stagionalità: Il laghetto è magico in ogni stagione, ma l’autunno gli regala un fascino particolare grazie ai colori caldi che dipingono il paesaggio circostante. I fotografi vanno in tilt.

Percorso e GPS
PARTENZA | Parcheggio Bagni di Lavina Bianca (San Cipriano)
ARRIVO | Laghetto Wuhnleger (1402 m)
SENTIERO | 4A (segnaletica ben visibile)
Arrivati alla Malga Monzoni si procede in salita lungo il percorso n. 604 e 624 che attraversa una zona verdeggiante fino ad arrivare ad un bivio dove si continua verso destra percorso n. 624.
Descrizione del Percorso
Dal Parcheggio al Laghetto Wuhnleger (40 minuti circa)
Il percorso parte dal parcheggio dei Bagni di Lavina Bianca e segue una comoda strada forestale. La segnaletica è chiara e impossibile perdersi – anche se voleste.
Si attraversano le ultime case di San Cipriano e si entra in un ambiente più naturale, circondati dal verde della valle. Il sentiero sale gradualmente, senza strappi o salite massacranti. Ogni tanto fermatevi e giratevi: il panorama sul Catinaccio migliora a ogni curva.
Il percorso attraversa zone boschive alternate a spazi più aperti, e man mano che salite l’anticipazione cresce. E poi, all’improvviso, eccolo: il Laghetto Wuhnleger appare circondato dal suo recinto di legno, con le pareti del Catinaccio che si specchiano perfettamente nell’acqua.
Al Laghetto
Una volta arrivati, prendetevi tutto il tempo che volete. Ci sono diverse panchine strategicamente posizionate per godersi il panorama – e fidatevi, vorrete sedervi.
L’acqua è talmente cristallina che il riflesso delle montagne sembra quasi più nitido della realtà. Portate il pranzo al sacco se volete: non troverete posto migliore in Val di Tires per consumarlo con vista.
Fotografate, rilassatevi, respirate. Questo è uno di quei posti dove il tempo sembra rallentare.
Il Ritorno
Per il ritorno, si segue lo stesso percorso dell’andata. La discesa è ancora più semplice e vi permetterà di notare dettagli che in salita vi erano sfuggiti.
Se avete scelto il percorso ad anello passando per la Chiesetta di San Sebastiano, il ritorno vi porterà attraverso il bosco fino a San Cipriano, sempre con il Catinaccio sullo sfondo a ricordarvi perché le Dolomiti sono Patrimonio UNESCO.
DISCLAIMER: in questo articolo trovate poche foto e in bassa risoluzione. Questo a causa dei continui furti che avvengono sul web. Se volete vedere le foto e i video di questa escursione trovate molto sul mio account instagram fringeintravel
Oppure scrivetemi per avere in alta risoluzione in modalità professionale.


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