
Una spettacolare ciaspolata invernale in Valle d’Aosta che unisce boschi incantati, un lago alpino ghiacciato e uno dei panorami più belli sulle Alpi: il Colle della Croce, straordinario belvedere a 360° sul massiccio del Monte Bianco, le Grandes Jorasses e la valle di La Thuile.
Indice degli argomenti
Introduzione: un balcone sul Monte Bianco
Se c’è un’escursione invernale che vale la pena fare in Valle d’Aosta, è questa. Il Colle della Croce (2.380 m) è uno di quei posti che ti lasciano senza fiato: da un lato la valle di La Thuile che si apre verso il Piccolo San Bernardo, dall’altro un panorama a 360 gradi sul massiccio del Monte Bianco, dalle Grandes Jorasses al Dente del Gigante, dal Grand Combin al Mont Velan.
Ma c’è di più. Questa ciaspolata ha un fascino particolare perché si sviluppa in due anime completamente diverse: la prima parte, fino al Lago d’Arpy, è accessibile e battuta, perfetta anche per chi ha poca esperienza; la seconda parte, dal lago al colle, cambia completamente registro e richiede esperienza, attrezzatura adeguata e conoscenze di nivologia.
Non è una passeggiata.
È un’escursione invernale vera, che si fa quando le condizioni sono giuste, quando hai studiato il bollettino valanghe, quando sai leggere il manto nevoso. Ma se hai l’esperienza e le competenze necessarie, il premio sarà uno dei panorami più belli delle Alpi.
Come arrivare al Colle San Carlo
Il punto di partenza è il Colle San Carlo (1.951 m), un valico alpino situato tra Morgex e La Thuile, in Valle d’Aosta.
In auto:
- Autostrada A5 Torino-Aosta, uscita a Morgex
- Dalla statale di fondovalle, svoltare a sinistra prima di entrare nell’abitato di Morgex (indicazioni per Colle San Carlo)
- Seguire la SR39 che sale con numerosi tornanti verso il Colle San Carlo (circa 10 km con 1.000 m di dislivello e pendenze fino al 15%)
- La strada è asfaltata ma d’inverno può essere innevata: verificare le condizioni e avere gomme termiche/catene
Parcheggio: Si parcheggia al Colle San Carlo di fronte all’Hotel Ristorante La Genzianella (Località Colle San Carlo, 11017 Morgex). Il parcheggio è gratuito in inverno ma d’inverno può essere limitato dalla neve.
Nota importante: La salita al Colle San Carlo è impegnativa e presenta tornanti stretti. D’inverno valutare bene le condizioni meteo e della strada prima di partire.
Dati tecnici dell’escursione e traccia gpx
Suddivisione del percorso
- Colle San Carlo → Lago d’Arpy: 2,5 km circa, +115 m, 45-60 minuti
- Lago d’Arpy → Colle della Croce: 2,5 km circa, +315 m, 1h 15-1h 45min
- Discesa: 1h 30-2h passando dal Lago d’Arpy
| DIFFICOLTÀ: | E |
| TEMPO: | 4 ore e 30 andata e ritorno |
| DISLIVELLO: | +/- 525 |
| LUNGHEZZA: | 10,9 km |
| PUNTO PARTENZA: | Colle San Carlo, 1.951 m (Hotel La Genzianella) |
| QUOTA MINIMA: | 1.900 m (Grange Gheit, Vallone di Vallanta) |
| QUOTA MASSIMA: | 2437 m |
L’itinerario si sviluppa ad anello partendo dal Colle San Carlo, salendo al Colle della Croce attraverso il sentiero militare 16, e rientrando passando dal Lago d’Arpy con i sentieri 17 e 15. Questo permette di godere di panorami diversi e di completare un giro molto panoramico.
Descrizione del percorso
❄️ Prima parte: dal Colle San Carlo al Lago d’Arpy (battuta e accessibile)
Dal parcheggio dell’Hotel La Genzianella, ci si incammina seguendo le indicazioni per il Colle della Croce (sentiero 16). Dopo pochi minuti si incontra un bivio ben segnalato: a sinistra continua il sentiero 15 verso il Lago d’Arpy (più diretto), a destra inizia il sentiero 16 che sale al Colle della Croce.
Si prende il sentiero 16 a destra, che si inoltra nel bosco di larici e abeti. Questa prima parte è molto piacevole: si cammina su una vecchia strada militare larga e ben conservata, che sale con pendenza moderata attraverso il magnifico bosco di conifere.
Il sentiero procede quasi in piano per un lungo tratto, poi comincia a salire più decisamente. Gli alberi si diradano gradualmente e si aprono i primi scorci panoramici sulla valle di La Thuile e sul massiccio del Monte Bianco.
Man mano che si prende quota, sulla sinistra in basso compare il Lago d’Arpy (2.066 m), uno specchio d’acqua di origine glaciale completamente ghiacciato in inverno, circondato da un paesaggio fiabesco. Anche se non scendiamo al lago in questa fase (lo visiteremo al ritorno), il colpo d’occhio dall’alto è spettacolare.
⚠️ Attenzione nella prima parte
Anche se questa sezione è generalmente battuta e accessibile, alcuni tratti possono diventare esposti con molta neve. Prestare attenzione ai traversi e alle zone dove la neve potrebbe essere ghiacciata. In caso di scarsa visibilità o condizioni meteo avverse, valutare di fermarsi al Lago d’Arpy.

⚠️ Seconda parte: dal Lago d’Arpy al Colle della Croce (esperti, ciaspole obbligatorie)
Superata la zona del lago, il percorso cambia completamente carattere. Il sentiero prosegue salendo tra radi larici su pendii più aperti e ripidi. Da qui in poi non c’è un sentiero tracciato e bisogna trovare la traccia o orientarsi in autonomia.
Si risalgono pendii con pendenza sostenuta, affrontando diversi tornanti. Le ciaspole diventano indispensabili, specialmente con neve fresca o poco battuta. I tratti più ripidi richiedono un buon affiatamento con le racchette e una buona capacità di progressione su neve.
La traccia sale tenendosi generalmente sulla destra orografica del vallone, attraversando zone più aperte dove il vento può aver lavorato la neve creando accumuli o placche. Bisogna saper leggere il manto nevoso e riconoscere eventuali situazioni di pericolo.
L’ultimo tratto prima del colle diventa ancora più ripido e esposto. Si sale direttamente verso la sella, attraversando un pendio che in condizioni critiche può essere soggetto a valanghe. Questa sezione va affrontata solo con neve ben assestata e condizioni meteo stabili.
Finalmente si raggiunge il Colle della Croce (2.380 m), un valico stretto tra il vallone di Arpy e la valle di La Thuile. Sul colle sono presenti i ruderi di vecchie fortificazioni militari risalenti alla Prima e Seconda Guerra Mondiale, testimonianza dell’importanza strategica di questo passo.
🚨 ATTENZIONE: Tratto per escursionisti esperti
La seconda parte dell’escursione richiede:
- Esperienza consolidata in ambiente invernale di alta montagna
- Conoscenze di nivologia per valutare il manto nevoso
- Capacità di orientamento (non c’è traccia fissa)
- Attrezzatura completa per l’escursionismo invernale
- Consultazione del bollettino valanghe e valutazione critica del rischio
- Condizioni meteo stabili e buona visibilità
Non sottovalutare questa escursione. Alcuni pendii sono ripidi ed esposti. In caso di dubbio, fermarsi al Lago d’Arpy che da solo merita la gita.
Il panorama dal Colle della Croce
Il panorama dal Colle della Croce è semplicemente straordinario e giustifica da solo la fatica della salita. È uno di quei punti dove guardi intorno e capisci quanto siano grandi le Alpi.
Verso sud-ovest, il massiccio del Monte Bianco domina la scena in tutta la sua maestosità. Si riconoscono perfettamente le Grandes Jorasses con le sue parete nord leggendaria, il Dente del Gigante che svetta appuntito, la Punta Helbronner con le stazioni della Skyway ben visibili, e ovviamente il Monte Bianco stesso che si erge sovrano a 4.808 metri.
Verso ovest, si distinguono il Grand Combin (4.314 m) e il Mont Velan (3.727 m), due giganti delle Alpi Pennine. Più vicino, le forme del Mont Colmet (2.841 m) e della Becca Pouegnenta (2.828 m) delimitano la conca del Lago di Pietra Rossa.
Verso nord, sotto di noi, si apre la valle di La Thuile con il paese ben visibile in basso e la strada che sale serpeggiando verso il Colle del Piccolo San Bernardo. Oltre il valico, si intravede la Francia.
Verso est, guardando giù verso il fondovalle, si distinguono Pré-Saint-Didier e Courmayeur, con la divisione tra Val Veny e Val Ferret ben evidente.
Il colle è anche un luogo ricco di storia: intorno alla sella corrono i resti di muri in pietra a secco delle fortificazioni, trincee, postazioni e i ruderi di due casermette che ospitavano la guarnigione. L’intera cresta era fortificata per difendere il Ducato di Savoia dai francesi attraverso il Piccolo San Bernardo.
✍️ La mia esperienza a fine aprile
Il mio racconto
Ho fatto questa escursione a fine aprile, in un periodo di transizione tra inverno e primavera che in montagna può riservare sorprese. La neve c’era ancora, abbondante, ma il sole iniziava a lavorare sui versanti esposti.
La prima parte fino al lago è stata tranquilla, con la traccia ben battuta e il bosco ancora coperto di neve. Il Lago d’Arpy dall’alto era bellissimo, completamente ghiacciato e bianco, incastonato nella sua conca.
La seconda parte invece ha richiesto attenzione. Con la neve di fine stagione, alternavo tratti dove affondavo nelle ciaspole a tratti dove la neve era dura e ghiacciata. Le salite ripide si fanno sentire, specialmente con neve fresca dove devi “battere” tu la traccia. Serve fiato, serve gamba, serve anche un po’ di testa per scegliere il percorso migliore.
Alcune discese sono state impegnative, bisogna stare attenti a non prendere troppa velocità con le ciaspole, specialmente nei tratti più pendenti. È un’escursione che richiede concentrazione dall’inizio alla fine.
Arrivato al Colle della Croce, la fatica è stata ripagata. Il panorama sul Monte Bianco è uno di quelli che ti rimangono dentro. Mi sono seduto sui ruderi delle vecchie fortificazioni e sono rimasto lì un bel po’, a guardare quel gigante bianco che dominava l’orizzonte.
Dati della mia uscita: 10,96 km, 520 m di dislivello positivo, 4 ore e 30 minuti tra andata e ritorno. Una bella tirata, che ti lascia soddisfatto ma anche stanco a fine giornata.
🎒 Attrezzatura necessaria
Attrezzatura obbligatoria:
- Ciaspole (racchette da neve) – indispensabili dalla prima neve
- Bastoncini telescopici con rotelle da neve
- Scarponi da trekking invernali impermeabili e caldi
- Ramponcini da portare nello zaino (possono servire su tratti ghiacciati)
- Abbigliamento a strati: intimo tecnico, pile/softshell, giacca impermeabile e antivento
- Guanti caldi e cappello
- Occhiali da sole con protezione UV alta
- Crema solare ad alta protezione
- Zaino 30-40 litri con coprizaino
- Thermos con bevanda calda
- Pranzo al sacco e snack energetici
- Kit di primo soccorso
- Torcia frontale (le giornate invernali sono corte)
- Cellulare carico e eventualmente powerbank
- Carta dei sentieri o GPS
- ARTVA (Apparecchio Ricerca Travolti da Valanga) – questo è obbligatorio per legge
- Pala da neve
- Sonda
Nota importante: Sebbene tecnicamente non si attraversino pendii estremamente ripidi, alcuni tratti esposti possono presentare situazioni critiche in caso di instabilità del manto nevoso. Se hai l’ARTVA, portalo. Se non sai usarlo, fai un corso prima di affrontare questo tipo di escursioni.
Dove noleggiare le ciaspole:
È possibile noleggiare ciaspole presso l’Hotel La Genzianella al Colle San Carlo, in caso non si disponga di attrezzatura propria. Verificare disponibilità e prezzi.
🚨 Sicurezza e nivologia
Questa sezione è fondamentale. L’escursione al Colle della Croce d’inverno non è una passeggiata e richiede competenze specifiche.
Prima di partire – SEMPRE:
- Consulta il bollettino valanghe della Valle d’Aosta su bollettinovalanghe.regione.vda.it
- Verifica le previsioni meteo su cf.regione.vda.it/previsioni.php
- Valuta criticamente le condizioni nivologiche e il grado di pericolo valanghe
- Informati sulle condizioni del percorso recenti (forum, gruppi social, guide alpine)
- Studia la cartografia e la traccia GPS
- Comunica a qualcuno dove vai e quando prevedi di tornare
Quando NON andare:
- Grado di pericolo valanghe 3 (marcato) o superiore
- Nebbia o scarsa visibilità (rischio di perdere l’orientamento)
- Vento forte (trasporto di neve e formazione di accumuli/placche)
- Neve fresca abbondante nelle 48 ore precedenti
- Rialzi termici improvvisi (instabilità del manto nevoso)
- Se non hai esperienza in escursionismo invernale in alta montagna
Durante l’escursione:
- Osserva costantemente il manto nevoso e i segnali di instabilità (fischi, crepe, piccole slavine)
- Evita i pendii più ripidi se ci sono dubbi sulla stabilità
- Procedi uno alla volta nei tratti più esposti
- Torna indietro se le condizioni peggiorano o se hai dubbi
- Non sottovalutare la discesa, spesso più insidiosa della salita
💡 Consigli pratici
🍽️ Dove mangiare:
Non ci sono rifugi o punti di appoggio lungo il percorso. Pranzo al sacco obbligatorio. Si può fare una sosta al Lago d’Arpy o al Colle della Croce sui ruderi delle fortificazioni (quando non c’è troppo vento).
L’Hotel Ristorante La Genzianella al Colle San Carlo è aperto e offre pasti caldi. Ottimo per un pranzo prima o dopo l’escursione. Tel: +39 0165 841689
🚻 Servizi:
Bagni disponibili presso l’Hotel La Genzianella. Nessun servizio lungo il percorso.
📸 Fotografia:
Il punto migliore per le foto è sicuramente il Colle della Croce, con il panorama sul Monte Bianco. Anche il Lago d’Arpy ghiacciato offre ottimi scatti. Portare batterie di ricambio: il freddo le scarica rapidamente.
🐕 Con i cani:
Possibile ma sconsigliato nella seconda parte. Il cane deve essere abituato alla neve profonda e ai percorsi impegnativi. Nella seconda parte alcuni tratti sono ripidi ed esposti.
💡 Suggerimenti finali:
- Se è la tua prima volta, considera di andare con una guida alpina
- Se hai dubbi sulla seconda parte, fermati al Lago d’Arpy (che da solo vale l’escursione)
- Porta sempre più vestiti del necessario: in vetta può fare molto freddo anche con il sole
- Ricorda che 4-5 ore con le ciaspole stancano molto più di una camminata estiva
- Controlla le previsioni fino all’ultimo e sii pronto a rinunciare se le condizioni non sono ottimali
Nota sulle foto: Le immagini di questo articolo potrebbero avere una risoluzione inferiore perché ottimizzate per il web. Per vedere foto ad alta risoluzione di questa e altre escursioni, segui @fringeintravel su Instagram.


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