
C’è qualcosa di magico nel territorio ferrarese. Un equilibrio perfetto tra storia e natura, tra l’eleganza rinascimentale delle città e la selvaggia bellezza del Delta del Po. Qui, dove la pianura padana incontra il mare e dove i fiumi disegnano paesaggi liquidi di rara suggestione, il tempo sembra scorrere diversamente.
Ferrara, la città delle biciclette per eccellenza, è solo l’inizio di un viaggio che si estende verso est, dove Comacchio emerge dalle sue valli come una piccola Venezia dell’entroterra, e dove il Delta del Po dispiega la sua immensa biodiversità. Un territorio protetto dall’UNESCO, una Riserva della Biosfera MAB che custodisce uno degli ecosistemi più ricchi d’Europa.
Le zone di Comacchio e del Delta rappresentano l’anima naturalistica di questo angolo d’Emilia-Romagna. Oltre 11.000 ettari di valli d’acqua salmastra, canneti infiniti, argini silenziosi dove nidificano più di 150 specie di uccelli. Fenicotteri rosa che al tramonto si stagliano contro il cielo, aironi che pescano immobili tra le canne, cavalieri d’Italia che solcano l’acqua bassa. Un paradiso per chi cerca il contatto autentico con la natura, lontano dal turismo di massa.
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Come Arrivare a Ferrara
Raggiungere Ferrara è semplice da qualsiasi direzione. In auto, l’autostrada A13 Bologna-Padova ha l’uscita dedicata a Ferrara Sud e Ferrara Nord, collegando la città perfettamente con il resto d’Italia. Da Milano sono circa 250 km (2 ore e mezza), da Venezia 120 km (poco più di un’ora), da Bologna appena 50 km (40 minuti).
In treno, Ferrara è servita dalla linea Bologna-Venezia con collegamenti frequenti. Dalla stazione al centro città sono pochi minuti a piedi, o ancora meglio, in bicicletta – il mezzo preferito dai ferraresi. Per chi arriva in aereo, gli scali più vicini sono Bologna Marconi (60 km) e Venezia Marco Polo (110 km).
Una volta arrivati, muoversi nel territorio è estremamente facile: piste ciclabili ovunque, strade secondarie poco trafficate e una rete di percorsi naturalistici ben segnalati.
Festina Lente: l’Arte di viaggiare lentamente
Nel 2025 Ferrara celebra due anniversari straordinari: 30 anni dal riconoscimento UNESCO come Patrimonio dell’Umanità e 10 anni del Delta del Po come Riserva della Biosfera MAB. Per l’occasione nasce Festina Lente – “Affrettati Lentamente”. Si tratta di un invito a cambiare passo, a rallentare, a riscoprire il valore del tempo. Festina Lente propone itinerari da percorrere a piedi o in bicicletta, studiati per rivelare non solo i monumenti iconici e i paesaggi più fotografati, ma anche quei luoghi meno conosciuti che raccontano l’anima profonda di questo territorio.
Il progetto, finanziato dal Ministero del Turismo, coinvolge i Comuni di Ferrara, Ostellato e Comacchio in un’operazione di valorizzazione integrata.
Festina Lente rispetta il ritmo naturale e le profonde radici di un territorio ricco di tradizioni. Che si tratti di pedalare lungo gli argini delle Delizie Estensi, di camminare tra i canneti delle Vallette di Ostellato o di attraversare in barca le Valli di Comacchio al tramonto, Festina Lente è un’esperienza che invita a guardare oltre il visibile, a connettersi profondamente con il luogo, la sua gente e le sue tradizioni millenarie.
Tre Itinerari Outdoor da Non Perdere
1. Da Ferrara alla Delizia di Belriguardo in Bicicletta
Difficoltà: Facile
Distanza: 40 km andata e ritorno
Tempo: 3-4 ore
Questo percorso ciclabile è perfetto per chi vuole assaporare la campagna ferrarese più autentica e scoprire una delle residenze estensi più importanti. Si parte dal centro di Ferrara, magari dal Castello Estense, e passando per le Mura cittadine si imbocca la ciclabile FE407 ben segnalata che porta verso Ostellato, passando prima per Aguscello e poi proseguendo verso Voghiera.
Il percorso è interamente pianeggiante e si svolge su piste ciclabili in sede propria e su strade a bassa percorrenza, rendendolo accessibile davvero a tutti, anche alle famiglie con bambini. L’asfalto è ottimo per la maggior parte del tracciato, con solo brevi tratti in terra battuta che aggiungono un tocco di avventura senza compromettere la comodità della pedalata.
Attraversare le campagne ferraresi è un’esperienza che sorprende: campi coltivati che si estendono a perdita d’occhio, filari di pioppi che costeggiano i canali di bonifica, cascinali storici che punteggiano il paesaggio. Il silenzio è rotto solo dal fruscio del vento tra le foglie e dal canto degli uccelli.
Dopo circa 20 km si arriva a Voghiera e alla magnifica Delizia Estense del Belriguardo, la prima reggia estiva di una signoria in Europa. Questa residenza, voluta da Niccolò III d’Este nel Quattrocento, era considerata una delle più sfarzose d’Europa, tanto che veniva chiamata la “Versailles degli Estensi”. Oggi ospita il Museo Civico e conserva la splendida Sala delle Vigne con i suoi affreschi rinascimentali.
Vale la pena fermarsi per visitarla con calma, magari fare una pausa pranzo nella zona – ci sono trattorie che servono i classici cappellacci di zucca ferraresi – e poi riprendere la bicicletta per il rientro. L’escursione non è adatta alla piena stagione estiva perché scarsamente ombreggiata, mentre può essere percorsa in tutto il resto dell’anno, anche d’inverno.
Il percorso può essere facilmente esteso proseguendo verso la Delizia del Verginese a Gambulaga, aggiungendo altri 16 km per un totale di circa 72 km complessivi, sempre su strade tranquille e ben segnalate.

2. Vallette di Ostellato: Trekking nella Natura
Difficoltà: Facile
Distanza: 4,5 km (percorso principale)
Tempo: 2-3 ore
Le Vallette di Ostellato sono uno dei segreti meglio custoditi del ferrarese. Un’oasi naturalistica lunga circa 10 km dove terra e acqua convivono in perfetta armonia, ideale per chi ama camminare immerso nella natura più selvaggia.
Sono l’unico residuo delle antiche valli che attorniavano il paese di Ostellato, risparmiate dalle ultime bonifiche della valle del Mezzano. Oggi costituiscono una zona umida di acqua dolce protetta, inserita tra le Zone di Protezione Speciale di Rete Natura 2000 e soggetta alla Convenzione di Ramsar per la protezione delle zone umide d’importanza internazionale.
Il percorso principale parte dal Villaggio Natura ed è lungo circa 4,5 chilometri, percorribile a piedi, in bicicletta, con mezzi elettrici o in auto. Ma è camminando che si coglie davvero l’essenza di questo luogo: il silenzio rotto solo dal canto degli uccelli acquatici, il fruscio dei canneti mossi dal vento, i riflessi dell’acqua che cambiano colore con la luce.
Lungo il percorso si incontrano diversi capanni e osservatori per il birdwatching. Uno degli osservatori principali è nei pressi della voliera delle cicogne bianche, un altro si affaccia su di un chiaro della palude, da cui è possibile osservare le nidificazioni. Nelle Vallette sono presenti oltre 150 specie di uccelli: aironi di tutte le specie (bianco maggiore, cenerino, rosso), cavalieri d’Italia con il loro elegante piumaggio bianco e nero, rapaci come il falco di palude, anatre e limicoli di ogni tipo.
Per i più avventurosi, alla fine del percorso principale è possibile proseguire ancora, soltanto a piedi, fra macchie di prugnolo, sambuco e tamerice, verso Valle Zagno. Questa parte è più selvaggia e meno frequentata, perfetta per chi cerca un contatto ancora più intimo con la natura.
L’ingresso all’oasi ha un costo simbolico: 2 euro per pedoni e ciclisti, mentre l’ingresso in auto costa 5 euro a veicolo più 2 euro per passeggero. Sono disponibili aree picnic attrezzate con barbecue, ideali per trascorrere un’intera giornata all’aria aperta. Da non perdere: se capitate nelle serate estive, le Vallette ospitano osservazioni astronomiche grazie al Gruppo Astrofili Columbia, approfittando dell’assenza totale di inquinamento luminoso.
Come arrivare: da Ferrara prendere la superstrada Ferrara-Mare (SS16) e uscire a Ostellato, poi seguire le indicazioni per Strada Argine Mezzano fino all’ingresso dell’oasi.

3. Da Comacchio alle Valli: Passeggiata al Tramonto
Difficoltà: Facile
Distanza: 10 km (percorso argine)
Tempo: 2-3 ore
Nel tardo pomeriggio, quando il tramonto si colora di effetti straordinari, il sito naturalistico delle Valli di Comacchio presenta un ambiente di grande fascino. Questo è probabilmente l’itinerario più suggestivo tra quelli proposti, un’esperienza che tocca l’anima.
Le Valli di Comacchio sono il residuo di un complesso di circa 11.000 ettari di superficie, area di acqua salmastra dedicata alla pesca, dichiarata Zona umida d’importanza internazionale dalla Convenzione Ramsar. Rappresentano una delle zone umide più importanti d’Europa, un santuario per migliaia di uccelli acquatici.
Il punto di partenza ideale è la Stazione Foce, raggiungibile da Comacchio percorrendo circa 4 km lungo Strada Foce. Da qui inizia un percorso arginale che si sviluppa tra valle e cielo, dove il paesaggio offre angoli d’interesse naturalistico con scorci fra acqua e cielo fra le valli e il fiume.
Il percorso più vicino ai Lidi Nord parte nei pressi del passo di Primaro, a nord del fiume Reno. Si prosegue lungo la strada sterrata ciclo-pedonale lunga 10 km sospesa fra la valle e il fiume. Ma è possibile anche percorrere l’Argine Agosta, che costeggia le Valli offrendo panorami mozzafiato.
Camminare sull’argine al tramonto è un’esperienza quasi mistica. I colori del cielo riflessi nell’acqua lasciano al visitatore un ricordo indimenticabile. Le tonalità rosa, arancio e viola si specchiano nelle acque calme, mentre stormi di fenicotteri si alzano in volo proiettando ombre lunghe sulla superficie. Il silenzio è assoluto, rotto solo dal richiamo degli uccelli che rientrano ai loro posatoi notturni.
Lungo il percorso si incontrano i casoni di valle, le antiche stazioni da pesca che un tempo erano il cuore dell’economia locale. Alcuni sono stati restaurati e riportati all’antico impianto originale, permettendo di comprendere come funzionasse la pesca tradizionale dell’anguilla con i lavorieri, ingegnosi sistemi di cattura costituiti da camere comunicanti.
Per chi vuole un’esperienza più strutturata, dalla Stazione Foce partono escursioni guidate in barca che permettono di addentrarsi nelle valli navigando i canali interni. L’escursione dura circa 2 ore e permette di scivolare in barca lungo i canali interni dello specchio vallivo, offrendo prospettive uniche e avvistamenti ravvicinati della fauna.
Consiglio pratico: organizzate la passeggiata in modo da essere sull’argine almeno un’ora prima del tramonto. Portate con voi un binocolo per l’osservazione degli uccelli, scarpe comode (meglio se da trekking perché alcuni tratti possono essere fangosi), e magari uno spuntino da gustare mentre ammirate il sole che cala sulle valli.
Informazioni Pratiche
Periodo migliore: Primavera (marzo-giugno) e autunno (settembre-ottobre) sono ideali per tutti gli itinerari. L’estate può essere molto calda e umida, mentre l’inverno offre atmosfere uniche ma richiede abbigliamento adeguato.
Noleggio biciclette: A Ferrara ci sono numerosi punti di noleggio, anche alla stazione ferroviaria. I prezzi partono da 10-15 euro al giorno per una city bike.
Abbigliamento: Per le passeggiate nelle zone umide sono essenziali scarpe da trekking impermeabili, cappello, protezione solare e repellente per insetti. Portate sempre una giacca antipioggia e strati da aggiungere o togliere.
Rispetto dell’ambiente: Questi sono ecosistemi fragili e protetti. Rimanete sui sentieri segnalati, non disturbate la fauna, portate via i vostri rifiuti e in generale comportatevi come ospiti rispettosi di un patrimonio naturale eccezionale.
Il territorio ferrarese e il Delta del Po sono una scoperta continua. Ogni stagione offre colori e atmosfere diverse, ogni percorso rivela dettagli inaspettati. Che siate ciclisti appassionati, camminatori contemplativi o semplici curiosi alla ricerca di bellezza, qui troverete qualcosa che vi emozionerà.
E ricordate: Festina Lente. Affrettatevi lentamente. Perché la vera bellezza si rivela solo a chi ha il tempo di fermarsi ad ascoltarla.


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